“L’uomo è la specie più folle : venera un Dio invisibile e distrugge una natura visibile. Senza rendersi conto che la Natura che sta distruggendo è quel Dio che sta venerando” (Hubert Reeves)

Così ha commentato l’astrofisico canadese il comportamento umano nei confronti della natura, contraddittorio e disastroso. Il 2100 sarà lo specchio delle nostre decisioni, che verranno prese ora. Nel 2100 Venezia, Roma, Cagliari potrebbero non esistere più, sommerse dalle acque, Napoli potrebbe essere un’ isola e se per andar l’Idroscalo di Milano è soprannominato il “mare” della città meneghina, per i brianzoli potrebbe non occorrer più, visto che il mare potrebbe arrivar ai loro piedi . Anche per noi bergamaschi le cose potrebbero variare, visto che Treviglio potrebbe divenire una stazione balnearia. Basta più code per andar in vacanza, basterebbero 10 minuti per arrivarci.

Scenario apocalittico, ma non così lontano dalla realtà. Secondo ricerche scientifiche, il livello marino dovrebbe innalzarsi da 80 a 200 cm rispetto ad il livello attuale. Il tutto a causa di un aumento della temperatura media stimato di 3,2° C in Italia, con alcune zone del mondo dove le temperature potrebbero giungere a quota 77°C. Tutto ciò porterà alla distruzione dei ghiacci perenni presenti in tutto il mondo (principali riserve di acqua dolce) ed ad un livello di umidità incompatibile con la vita in alcune zone del mondo. Ultimo ma non ultimo il fenomeno della desertificazione, già dilagante attualmente in paesi quali quelli del Maghreb, dove per trovare una pozza d’acqua bisogna fare chilometri e dove ci sono già state guerre per l’acqua, ma anche in paesi finora impensabili, come il nostro paese, dove le regioni del Sud sono a forte rischio, Sicilia in primis. Se si è sempre parlato del deserto del Sahara, il rischio è di avere il deserto dei Nebrodi, per esempio.

L’acqua nei prossimi anni sarà protagonista, nel bene, ma soprattutto nel male. La cosa più paradossale sarà che ci potrebbero essere luoghi dove ce ne fosse troppa, in altri dove mancherebbe irrimediabilmente. Non è un’utopia il rischio di guerre per l’acqua, che diverrebbe l’oro blu, come già sono accadute nel mondo, oppure come già accadono. Casi tristemente celebri sono divenuti le guerre fra Marocco e Mauritania oppure fra Pakistan ed Iran. Eppure qualcuno sorride di fronte a questa prospettiva. Le catastrofiche conseguenze dell’effetto serra potrebbero portare ad un aumento del turismo balneare nei paesi baltici ed in Islanda, paesi finora inospitali per via del clima gelido, a discapito dei paesi mediterranei, dove le splendide coste verrebbero spazzate via. È terribile sentire come una piccola parte dell’umanità possa gioire di fronte alla capitolazione della maggior parte della popolazione mondiale.

Per scongiurare che questo scenario apocalittico accada, basta cambiare un poco i nostri stili di vita, e che una volta per tutte si decida di passare a fonti energetiche rinnovabili e poco inquinanti. Se queste decisioni verranno prese ora, qualche speranza di salvarci c’è, altrimenti finiremo annegati o senza acqua. è l’ultima spiaggia. A noi la scelta.

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Commenti
  1. ricanews 4 anni ago

    Bellissimo il tuo articolo, scritto in modo fluido e scorrevole. Hai argomentato e illustrato molto bene quello che potrebbe accadere da qui al 2100 con esempi decisamente suggestivi.
    Tutto ci

  2. hamid123 4 anni ago

    Ciao !
    Hai scritto un bellissimo articolo e abbastanza lungo da definirlo un vero articolo, con proposte molto utili, per ridurre l

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