“A proposito di felicità, cercatela tutti i giorni continuamente, anzi chiunque mi ascolti si metta in cerca della felicità ora, in questo momento stesso, perché è lì, ce l’avete, ce l’abbiamo, perché l’hanno data a tutti noi, ce l’hanno data in dono quando eravamo piccoli ed era un regalo così bello che l’hanno nascosto come fanno i cani con l’osso, e molti di noi l’hanno nascosto così bene che non si ricordano più dove l’hanno messo, ma ce l’abbiamo. Guardate in tutti i ripostogli, gli scaffali della vostra anima, buttate tutto all’aria… i cassetti, i comodini che c’avete dentro, vedrete che esce fuori. C’è la felicità. Provate a voltarvi di scatto, magari la cogliete di sorpresa. Lei è lì, non ci dobbiamo mai dimenticare di lei, anche se lei a volte si dimentica di noi. Non ci dobbiamo mai dimenticare di lei, fino all’ultimo giorno della nostra vita” –Roberto Benigni.
Ho deciso di iniziare la stesura di questo testo con le parole di Roberto Benigni per due motivi, anche se sono un po’ uno la conseguenza dell’altro. Il primo motivo è il seguente: appena ho visto che ci veniva proposto questo tema, ho subito pensato al discorso di Benigni. Il secondo motivo spiega praticamente perché ho pensato a quel discorso. La sera in cui è stato fatto quel discorso in TV ricordo che stavo guardando il programma. Non era per me un bel periodo a causa di svariati motivi. Stavo proprio pensando a quanto sarebbe stato difficile trovare la vera felicità, poi ho sentito quelle parole e ho iniziato a riflettere. Mi sono chiesta cosa sia davvero la felicità, ho iniziato a cercare, appunto, dentro gli scaffali della mia anima per vedere dove fosse nascosta, ho guardato dentro tutti gli angoli più bui e remoti del cuore, ma non riuscivo a trovare nulla che corrispondesse alla definizione di felicità. A quel punto mi sono fermata e ho pensato che forse ero talmente presa a cercarla ovunque questa felicità che non mi ero resa conto di averla proprio sotto il naso. Ho capito che non c’è bisogno di nessuno stratagemma per trovare la felicità, perché lei è nascosta nelle piccole cose, nella vita quotidiana, come se fosse una linea costante. La felicità è quel qualcosa o quel qualcuno che ci permette di stare bene. Per me felicità è passare ore ed ore a ridere con i propri amici, con quelli di sempre, che ci vogliono bene e ci sono sempre a fianco. Felicità è tornare a casa la sera dopo una brutta giornata distrutti, stanchi e stremati, premere “play” alla playlist di Vasco o Ligabue e tornare a sorridere. La felicità è fare il countdown per il concerto di Vasco. Felicità è andare in oratorio è vedere i sorrisi dei bambini, vedere che tu per loro sei importante, per poi tornare la volta successiva e vedere che si ricordano di te, vengono a cercarti per chiederti di stare con loro. Felicità è condividere le proprie passioni con quella persona che nella nostra vita è fondamentale, quell’amico indispensabile che ci sarà sempre e lo sai. Felicità è trovare quest’amico per potergli dire grazie di esserci. Felicità è passare un’Estate con amici e amiche che rivedrai a distanza di un anno, ma appena li rivedi è come se foste stati insieme per tutto l’anno. Non servono i soldi per essere felici, non c’è bisogno di una villa enorme o di cose del genere. Non serve andare nel paese delle meraviglie o in quello dei balocchi. La nostra vita deve essere il nostro paese delle meraviglie. Per essere felici basta vivere la propria vita con la filosofia del famoso “Carpe Diem”, godendosi ogni secondo di vita che ci viene regalato. Facciamo in modo che la felicità sia il nostro unico vizio.

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Commenti
  1. millemiglia 5 anni ago

    Ciao! complimenti per il tuo articolo,mi

  2. brucolarva46 5 anni ago

    Ciao alessia2421! Ho letto il tuo articolo e mi

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