“Essere donna è così affascinante. È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida che non finisce mai” (Oriana Fallaci)

Nonostante la donna abbia fatto prevalere i propri diritti sin dai tempi dei greci e dei romani, ancora oggi la figura femminile viene considerata inferiore rispetto alla figura maschile, in tutti i campi, specie in quello lavorativo. La brillante formazione di vita e scolastica della donna si “ferma” nel momento in cui esse si inseriscono nel campo lavorativo e ciò non accade perché la donna non riesce a supportare quella che sarà poi la sua carriera, ma perché viene ostacolata da chi pensa di essere ‘superiore’ a lei. Purtroppo le diverse culture, le diverse società e le diverse religioni, influiscono nel riconoscimento della donna come fonte di ispirazione ma il mondo non sarebbe mondo se non ci fossero le donne, che siano mamme, sorelle, zie, figlie. Ammalianti, simpatiche, dolci, un po’ schizzate, sempre pronte a dare una mano, come si può solo pensare di ostacolare o di fare del male ad un essere così puro? Eppure, esse vengono picchiate, umiliate, uccise, vengono rese schiave da mariti che le ritengono ‘macchine’ capaci solamente di badare alla casa o ai propri figli. Ma ogni donna ha capacità nascoste che le rende fiere di essere nate con un qualcosa in più rispetto agli uomini: la capacità di disinnescare.
Sorvolano, lasciano passare, come se niente le scalfisse, come se tutto quello che capita loro, fosse niente, rispetto a quello che potrebbe capitare, una forza innata, uno spirito libero e inquieto, un punto di riferimento, una spalla su cui appoggiarti, un posto in cui rifugiarti. La donna c’è, qualsiasi cosa accada. Ed è proprio questo che le rende superiori e invincibili, abbattere gli ostacoli che trovano sul loro cammino e andare avanti, sempre a testa alta. L’8 marzo è un giorno commemorativo che ricorda quante donne siano morte per i propri diritti, e gli uomini dovrebbero accorgersi di che preziosi e inestimabili gioielli hanno al proprio fianco, e dovrebbero ricordarsi di festeggiarle ogni giorno come fosse l’ultimo, e dovrebbero riconoscere che senza la donna, l’uomo, non sarebbe nulla.

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