Un unico grande cerchio che circonda la Terra, composto di sei miliardi di esseri umani di nazionalitá diversa che si tengono per mano, un mondo unito e che si vuole bene: questo vogliono i più piccini di circa cinque o sei anni, che prendono spunto da storie e disegni per immaginare il loro avvenire nel mondo degli adulti. Questi piccoli sognatori aprono di nuovo la loro mente fino ai dieci anni, esprimendo con grande foga e con immensa ambizione i loro sogni più profondi per il “cosa vorrei fare da grande”: tutti senza paura di essere disprezzati, chi vuole diventare pompiere, chi poliziotto, chi punta in alto volendo diventare astronauta o pilota di aereoplani, chi invece desidera diventare insegnante, anche chi desidera sfondare nel mondo delle arti, diventando ballerina, cantante o attrice, ovviamente sempre stupenda, in forma e piena di attenzioni. Tutto questo entusiasmo, però, poi inizia a spegnersi una volta entrati nell’età adolescenziale, che rende quasi tutti i più grandi sognatori uccisori delle loro stesse ambizioni, per evitare di essere giudicati “sbagliati” di fronte alle mode e li spinge a seguire la massa, anche prendendo strade sbagliate, quali la dipendenza da fumo o sostanze. In seguito, dopo aver conseguito la licenza media, con la scelta della scuola superiore, si inizia a progettare il proprio futuro, in termini più generali nel caso di istituti che propongono l’approfondimento di più materie e quindi di diversi settori e, invece, in modo più specifico nel caso di scuole professionali finalizzate all’entrata immediata nel mondo del lavoro, per i più abili nella manualità e sicuri delle loro ambizioni. Il mondo di oggi, però, tende a tagliare i posti di lavoro per la mancanza di fondi, distruggendo così tutti i sogni dei giovani universitari che puntavano in alto sin da piccoli: la crisi riduce anche i nuovi posti di lavoro e tutti coloro che smettono di lavorare, magari dopo aver realizzato i loro sogni, si ritrovano con una pensione minima e la difficoltà di arrivare a fine mese. Sognare è l’unica cosa che ci rimane per uscire dalla realtà, ricordando i tempi passati ad immaginare un futuro fantastico e ambizioso, di sicuro molto più appagante di quello reale.

0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

    Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2023 osservatorionline.it

    Effettua il login

    o    

    Hai dimenticato i tuoi dati?

    Crea Account