Fino qualche tempo fa quando sentivamo parlare di “paura di crescere” pensavamo alla nota “sindrome di Peter Pan”.
La sindrome di Peter Pan è una condizione psicologica che caratterizza gli adulti che vogliono restare “eterni bambini”. Non vogliono affrontare il mondo degli adulti perché ricco di responsabilità e doveri. I soggetti colpiti da questa sindrome hanno bisogno che qualcuno organizzi loro la vita e non si può chiedere loro protezione e appoggio, in quanto sono i primi ad averne bisogno.
Nell’ultimo decennio però la paura di crescere penso che nasca dalla condizione economica e sociale presente nella società. Noi giovani abbiamo sempre più paura di quello che il futuro ci riserva. Vorremmo seguire i nostri sogni, ma molto spesso siamo costretti a metterli da parte per fare spazio a qualcosa di più proficuo.
Bisogna diventare più responsabili prima, per questo vorremmo poter fermare il tempo e restare al tempo della spensieratezza, quando ci dovevamo solo divertire e non preoccuparci di nulla, tanto meno del nostro futuro.
Noi adolescenti aspettiamo con ansia di raggiungere la maggiore età per ottenere più libertà e indipendenza ma una volta raggiunta gli anni passano in fretta e si rimpiange la spensieratezza della nostra età.
La poca voglia di crescere deriva dalla situazione economica precaria in cui viviamo, poiché nonostante i sacrifici per studiare, scegliere la carriera universitaria migliore, il nostro paese non offre le giuste opportunità e ci costringe a dipendere nel tempo dai nostri genitori.
Se la società ci permettesse di coltivare le nostre passioni e soddisfare tutte le nostre ambizioni avremmo meno paura di crescere e saremmo meno “Peter Pan”.
Federica

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