Essere “troppo” è un’altra caratteristica di noi giovani: in determinate situazioni siamo troppo piccoli per tornare a casa tardi o troppo grandi per avere un po’ di sano divertimento. Esseri in bilico tra un’infanzia ormai passata e una maturità tanto sperata quanto lontana. Puntualmente ci sporgiamo da una parte o dall’altra a seconda delle situazioni, sostenuti dai genitori per non cadere, ricordando però che le brutte e spiacevoli esperienze di oggi potrebbero essere le grandi conquiste del domani, poiché ci rendono meno capaci di commettere nuovamente lo stesso errore.
Penso sempre alla mia condizione di adolescente, al confronto tra ciò che ero e ciò che sono, ciò che potevo fare e ciò che mi era vietato: ne sono un esempio le facce buffe tipiche dei 7-8 anni contro le occhiaie spesso marcate che mi ritrovo ora a quasi 16 anni. E’ un contrasto piuttosto netto tra spensieratezza e stanchezza, tra giornate trascorse a giocare e quelle trascorse a studiare.
Non posso però lamentarmi, perché, paradossalmente, mi sento molto più viva adesso, occupandomi di mille cose contemporaneamente, studiando e apprendendo concetti nuovi, non annoiandomi mai. Ovviamente mi mancano i giorni tranquilli in cui non avevo pensieri ma solo gioie, ma ritengo non sia un rimorso così grande da costringermi a voler tornare sui miei passi o a non crescere mai: so che non devo temere il tempo, anche se molto spesso la paura di non conoscere il futuro, ciò che sarà necessario fare, è molto forte. Chi ha un futuro assicurato? Nessuno, neanche il più previdente o fortunato tra gli uomini, può esserne totalmente sicuro. Ma tentare non costa nulla.
E’ proprio questo ciò che voglio fare: addentrarmi a poco a poco nel misterioso e affascinante tempo che sarà il mio futuro, viverlo intensamente e, condizione più importante, nonché la più complicata a rispettare, non avere rimpianti: guardare al passato solo per godersi i bei momenti vissuti e le situazioni in cui si è stati forti e si ha appreso molto. Solo così si potrà affermare con certezza: “Ho vissuto!”

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