La crescita è un processo che avviene all’interno del nostro corpo in automatico regolato da alcune cellule celebrali specifiche. Oltre ai fattori umani abbiamo anche altri tipi di fattori:
1) Comportamentistico (tradizione filosofica dell’empirismo, Locke)
L’individuo è un organismo docile e plasmabile con capacità illimitata di apprendimento; il cambiamento è prodotto da cause ambientali (fattori ambientali), quindi non proviene dall’interno ma dall’esterno. Lo sviluppo è un progressivo modellamento delle risposte del bambino da parte dell’ambiente in cui vive (rinforzo positivo/negativo). Metodo di indagine: sperimentazione e osservazione con il massimo di controllo, meglio se in laboratorio.
Due correnti che si ispirano ai suoi principi base:
– comportamentismo radicale (Skinner): lo sviluppo è una lunga sequenza di esperienze di apprendimento (due processi: condizionamento classico e operante)
– teoria dell’apprendimento sociale (Bandura): l’apprendimento può derivare dall’osservazione, senza che vi sia rinforzo, e dipende dalla capacità del bambino di interpretare e ricordare (rinforzi intrinseci)
2) Organismico
L’organismo (individuo) è attivo e si autoorganizza. Il cambiamento è guidato da leggi regolative (vedi Piaget, cap.4) e risponde a principi organizzativi intrinseci. Metodo: sperimentazione e osservazione ma con moderato grado di controllo.
3) Psicoanalitico
Individuo come organismo simbolico capace di attribuire significati significati a se stesso e al mondo (importante la storia personale). Cambiamento è l’esito di conflitti interni (es. amore/odio). Lo sviluppo è un cambiamento qualitativo che procede secondo stadi. Metodo: osservazione con minimo controllo e osservazione della relazione osservatore-osservato.

Prospettive teoriche sullo sviluppo cognitivo:
1) Maturazionismo
La maturazione è il meccanismo principale che regola la comparsa di abilità col procedere dell’età. Gesell: lo sviluppo è indipendente dalla pratica e dall’esercizio (es. gemelle e scale)
2) Comportamentismo
La cognizione è una particolare classe di comportamenti, l’individuo è plasmato dall’ambiente (Bijou e Baer). Principi ispiratori: riduzionismo (il comportamento complesso è un insieme di comportamenti semplici) e parsimonia (i meccanismi dell’apprendimento operano allo stesso modo per l’intero ciclo vitale).
3) Costruttivismo
Individuo costruisce attivamente la propria conoscenza; gli stadi dello sviluppo compaiono secondo una sequenza invariante e universale (Piaget).
1.3 L’ecologia dello sviluppo
Con Brofenbrenner (1979) c’è una maggiore attenzione alla complessità del contesto in cui il bambino si sviluppa. Tale approccio, detto ecologico, individua più livelli o strutture all’interno dell’ambiente “ecologico”:
1) microsistema: singole situazioni in cui l’individuo si sviluppa (famiglia, scuola, coetanei)
2) mesosistema: considera le relazioni tra i microsistemi
3) ecosistema: condizioni di vita e di lavoro della famiglia/scuola/coetanei (l’individuo è influenzato ad es. dal tipo di lavoro dei genitori)
4) macrosistema: politiche sociali e dei servizi che caratterizzano una comunità
1.4 Le differenze individuali nello sviluppo
Nello studio dello sviluppo ci sono teorie che concentrano l’attenzione sugli schemi comuni agli individui, come ad esempio le concezioni stadiali dello sviluppo (Piaget e Freud), e altre che analizzano le differenze individuali, sia interindividuali (tra individui diversi) che intraindividuali (in uno stesso individuo).
Forti differenze individuali nello sviluppo si manifestano:
– nel temperamento, cioè nello stile di comportamento di un individuo quando interagisce con l’ambiente (es. adattabilità a nuove esperienze, intensità delle risposte, livello di attività, vedi tabella pag.23)
– nella popolarità di cui godono o meno i ragazzi nell’interazione con i coetanei
– nel linguaggio, cioè nel ritmo di acquisizione della lingua materna (dagli 8 ai 20 mesi): i bambini precoci spesso sono di sesso femminile, primogeniti.
1.5 Metodi di indagine in psicologia dello sviluppo
Per studiare i cambiamenti in funzione dell’età si ricorre a disegni di ricerca:
– Longitudinali: in cui il gruppo di individui viene osservato per un periodo più o meno lungo nel tempo (però è un metodo costoso e nel tempo possono cambiare le condizioni di vita dei soggetti). I disegni longitudinali sono stati molto utilizzati nell’Ottocento con i diari di sviluppo infantile (Darwin e Preyer). Possono essere a breve termine se i soggetti vengono valutati in almeno due punti di età o a lungo termine se la durata è di almeno 3 anni con almeno 3 osservazioni.
– Trasversali: in cui gruppi di individui di età diversa sono confrontati nello stesso momento temporale. Permette di identificare differenze tra le età ma non dice nulla sullo sviluppo all’interno degli individui, poiché l’osservazione è in un solo momento temporale (vantaggi: poco costoso, veloce e replicabile).

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