Da piccoli si ha una voglia, quasi innata, di crescere in fretta e bramare il lavoro, la responsabilità e quella che noi credevamo l’illimitata libertà degli adulti. “Quando sarò grande potrò finalmente fare quello che mi pare”. Ma un’ombra in fondo al cuore ed il desiderio accecante di restare piccoli era sempre presente come un cucciolo nascosto, come un piccolo Peter Pan. Restare per sempre un ragazzo spensierato e senza problemi, che cerca solo il divertimento ed il gioco puro, deciso a difendere la propria fanciullezza.
Voler essere liberi senza il peso delle responsabilità è un sogno che molti di noi hanno avuto in comune.
Adesso parlo da adolescente, piena di insicurezze ma anche di speranze per il futuro. Da grande mi immagino una criminologa o una psicologa, ma il mio piccolo desiderio, che spesso e volentieri prende il volo nella mia immaginazione, è di diventare una poli-strumentista. A volte mi guardo intorno e mi accorgo che il mondo sta cambiando molto in fretta. Lo osservo da spettatrice, seduta alla mia scrivania a studiare come funziona la mente e come nascono i pensieri. Il mondo gira e talvolta mi sento una piccola ragazza insignificante che cerca di stare al passo coi tempi, ma invano, perché mi pare di buttare via il mio tempo in sciocchezze inconcludenti. Per questo mi fa un po’ paura crescere e diventare grande: maturare sia fisicamente che moralmente. Abituarsi per grandi responsabilità e anche porsi in mezzo alla gente, in balia della società spaventa un po’ a tutti noi, grandi e piccini. Ci fanno paura tutte le cose che non conosciamo anche bene, ma con il tempo capiremo che crescere è una cosa bella e naturale e che ogni età ha la sua poesia, basta saperla vedere ed accogliere.

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