Il pensiero degli uomini è costantemente rivolto al futuro, all’avvenire, a quello che sarà. In questo pensiero si nascondono e si mescolano timore e curiosità perché il futuro non può mai essere certo. A volte sarebbe bello conoscere il futuro, prevedere come andranno le cose, in modo da essere pronti a qualsiasi eventualità e vivere con tranquillità senza agitarsi. Ma l’aspetto che rende l’incertezza del futuro così emozionante è proprio il non sapere cosa aspettarsi e cogliere i cambiamenti come delle sorprese.
Frequentando il penultimo anno di liceo, spesso mi viene rivolta la fatidica domanda su cosa farò terminata la scuola. Vorrei tanto poter dare una risposta convinta, ma non ce l’ho. Nella mia testa ci sono tante idee confuse, che mi portano continuamente a pensare al mio futuro, verso il quale ammetto di provare un grande timore. Da bambina ho sempre avuto paura di crescere, di non riuscire ad assumermi le mie responsabilità e perciò fallire. Maturando ho superato questa paura però mi è sempre rimasto un certo timore di non trovare la strada giusta, di non riuscire a realizzarmi. Per questo trovo difficile ed impegnativa la scelta dell’università.
Non ho una visione pessimistica del futuro perché so che prima o poi troverò la strada che fa per me ma non ho neanche aspettative eccessive. Il mio unico sogno che vorrei si realizzasse per avere una vita completa e felice è quello di costruirmi una famiglia. La mia paura verso il futuro è proprio di non raggiungere questo obiettivo all’apparenza semplice e scontato.
Non vedo l’ora di scoprire cosa riserva per me il futuro. Qualsiasi cosa sia l’accetterò con gioia perché la vita è già di per sé il dono più straordinario che ci è stato dato! Ma per intanto cerco di concentrarmi sul presente come ricorda una citazione di Kafka: “Lascia dormire il futuro come merita, se lo svegli prima del tempo, otterrai un presente assonnato”.

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