Paura di crescere, di affrontare nuovi ostacoli: sentimenti comuni nei giovani d’oggi che, sebbene vogliano a tutti i costi dimostrarsi indipendenti, sono spaventati dalla loro stessa ombra, ma troppo orgogliosi per ammettere di provare timore nei confronti di un futuro apparentemente non roseo. Rinchiusi in una sfera di incertezze e preoccupazioni, dovute al loro desiderio di invincibilità, troppo rassicurante da essere limitato e forse un po’ troppo spinto dalla voglia di emergere tra coetanei, tanto potente da farli apparire forti e coraggiosi all’esterno, non mostrano la loro reale insicurezza, evidente in altri contesti. Incapaci di assumersi delle responsabilità, i ragazzi preferiscono dedicarsi allo svago e uscire con gli amici, incoscienti che, un giorno, dovranno crescere ed essere indipendenti, non potendo più contare sull’aiuto dei genitori. Saranno loro a prendersene cura, una volta anziani, e dovranno comprendere che la nostra esistenza è una ruota: ciò che abbiamo osservato capitare ai nostri nonni, prima o poi, se siamo fortunati, accadrà anche a noi. C’è un tempo per imparare a camminare, a parlare e a formarsi culturalmente, l’importante è saperlo sfruttare al meglio, cogliendo le occasioni che la vita ci offre, non illudendoci di essere invincibili, accettando la nostra sorte di esseri umani. Una parola chiave – speranza- non va però dimenticata: non dobbiamo mai smettere di cercare di migliorare la nostra esistenza, perché è unica. Con il passare degli anni, se traguardi soddisfacenti sembrano raggiunti troppo tardi, questo provoca un senso di sconforto, dovuto al fatto di non essere riusciti a realizzarsi come individui e di rimpiangere le opportunità perdute, non riuscendo ad ammettere di aver in qualche modo fallito. Bisogna educare i giovani a concepire il futuro come un amico e non come un avversario: solo così potrà accendersi in loro un barlume di speranza, che li aiuterà a saper affrontare anche le sfide più difficili perché il loro spirito sarà pieno di forza di volontà.

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