Sempre uguale, eppure ogni volta diverso. Il Capodanno ci accompagna ogni anno, ispirando sempre nuovi propositi, speranze, progetti. Segna ogni volta la chiusura di un capitolo della nostra vita, la fine di tutte le esperienze che l’anno passato ci ha regalato, e lascia spazio all’immaginazione, alla speranza, alla voglia di arrivare a poter dire: quest’anno sarà più bello.
Il 2015 è stato grosso modo un anno di transizione: ci ha regalato emozioni, intrattenimenti e innumerevoli spunti di riflessione, certo, ma ci sono ancora molte domande, strade incompiute, micce accese. Nell’ormai prossimo 2016 c’è la speranza di scorgere la luce in fondo al tunnel, di veder concludersi ciò che è stato iniziato, senza lasciare nulla di incompiuto. A questa si affianca la voglia di vedere prendere forma nuove idee e assistere al succedersi di avvenimenti mozzafiato, in rispetto della nostra irrefrenabile attrazione per il nuovo e l’ancora ignoto.
Ci faremo tutti i soliti propositi: molti li lasceremo per strada, altri ce li riproporremo l’anno prossimo. Man mano che si avvicina la fine dell’anno, ci prepariamo a lasciarci tutto alle spalle, come se una lenta e imminente pioggia lavasse via i nostri rimpianti.
Non mi imporrò propositi quest’anno: farlo limiterebbe i miei obiettivi all’immaginazione, alla previsione di un cammino all’inizio della strada, e finirei quasi sicuramente per non adempiere a tutti; l’anno è imprevedibile e non si sa mai cosa accadrà. Ma ogni singolo avvenimento di questo e degli anni precedenti ha contribuito alla mia persona, nel bene o nel male. Vorrei questo, cogliere l’attimo e accettare ogni occasione, senza pormi travianti vincoli nei primi passi del diciottesimo capitolo della mia vita.

1 Comment
  1. pasqua98 7 anni ago

    Ciao, dalla redazione i Carbo..Idrati!
    Ho apprezzato molto il titolo, il tuo articolo

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