Insultare, deridere, prende in giro e picchiare un compagno di classe perché ritenuto più debole: una libertà che molti ragazzi e ragazze si prendono, calpestando non curanti il concetto secondo il quale nessun essere umano è inferiore o meritevole di un simile trattamento. Purtroppo, sempre più gente pare averlo dimenticato ed anche per questo la nostra non è più una società civile o, forse, non lo è mai stata.
Soprattutto nei giovani si può notare un terribile fenomeno, chiamato bullismo, indice della perdita di importanti valori morali e sociali.
Esso è rappresentato dall’ostilità di uno o più ragazzi nei confronti di loro coetanei, non ritenuti al loro stesso livello e per questo vittime di violenze fisiche e psicologiche. Il voler sembrare ad ogni costo, da parte del bullo, il più forte e potente è solamente una maschera usata da questo per non far trasparire la sua fragilità interiore: egli, infatti, è più debole di quanto si possa supporre.
Il bullismo può manifestarsi in vari modi e attraverso diversi strumenti: un esempio ne è il cyberbullismo che sfrutta la rete e i mezzi di comunicazione telematica come smartphone e computer.
Ovviamente, è più facile prendersela con qualcuno via chat o via SMS, nascondendosi dietro uno schermo spesso invalicabile. Proprio per questo i bulli che ricorrono a simili espedienti sono ancora più vili di quelli “comuni”: insultare qualcuno personalmente prevede anche una risposta da parte di quest’ultimo, per cui, chi non vuole incombere in simili situazioni, cerca di evitare lo scontro fisico, non rinunciando però al suo intento.
Non conosco persone vittime di simili comportamenti, però posso immaginare, in parte, l’ansia, l’angoscia e la paura dei diretti interessati; non deve essere facile convivere con un simile peso e sentirsi presi in giro.
Secondo me, per potere sconfiggere questa piaga sociale bisognerebbe avere, da parte di noi ragazzi, un maggiore spirito critico e un grande coraggio per chiedere aiuto e denunciare i soprusi subiti: mai avere paura.
Infine, credo che un passo importante spetti a tutti coloro che compiono simili gesti: perché, invece di deridere e offendere gli altri, non cerchiamo di instaurare con loro un rapporto d’amicizia e appoggio fraterno?

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