Le merci viaggiano in tutto il Mondo, vengono importate ed esportate ovunque e, per identificare i
singoli prodotti, viene utilizzato un codice di dieci cifre chiamato “voce doganale”: le prime sei
sono fornite dal sistema internazionale chiamato “Harmonized System” (HS) e vengono utilizzate
negli scambi commerciali tra le Nazioni, sia nelle importazioni che nelle esportazioni, in modo da
consentire una chiara e rapida identificazione delle merci movimentate. Il sistema è gestito
dall’Organizzazione mondiale delle Dogane (OMD) e contiene codici costantemente aggiornati che
tengono conto dell’evoluzione tecnologica, di considerazioni sociali e ambientali e della piena
integrazione dei nuovi prodotti. Usando questo metodo di classificazione, il codice indica la stessa
tipologia di merce in tutto il mondo. Ogni stato (o unione di stati) può suddividere ulteriormente le
merci comprese in queste voci quindi, per le successive quattro cifre, le varie tariffe doganali
possono differire tra loro.
La "tariffa doganale comunitaria", viene applicata nell'Unione Europea dal 1987, i codici doganali,
sono così composti da 10 cifre e si basano sulla nomenclatura del Sistema Armonizzato di sei cifre,
più altre quattro. Queste ultime cifre identificano le tasse, in ambito comunitario, a cui sottoporre la
merce. Una volta definita l'esatta "voce doganale" di una certa merce, abbiamo tutti i dati necessari
per l'importazione e l'esportazione della stessa. Fra questi si possono citare i dazi, l'Iva e tutti gli
altri tributi che gravano sull'importazione delle merci.
In Italia, l’Agenzia delle Dogane, cura il sito internet, dove è possibile trovare la tariffa doganale
integrata, che fornisce i codici validi per le operazioni doganali. Ogni operazione doganale
effettuata, viene trasmessa telematicamente alla Dogana permettendo di verificare l’andamento del
commercio nazionale e mondiale, paragonando il numero di importazioni, a quello delle
esportazioni, dato utilizzabile, come indicatore dello stato di salute di un’economia. Importazioni
elevate indicano una scarsa competitività della nazione nei settori di appartenenza del prodotto.
Il dazio, una tassa nata in tutti gli stati del mondo per “fini protezionistici e fiscali”, attualmente ha
perso molta della sua azione protettiva nei confronti dei prodotti nazionali o comunitari, in quanto le
aliquote si sono ridotte o addirittura azzerate in seguito ad accordi internazionali. E’ stata un’arma a
doppio taglio, da una parte, con i dazi agevolati, si sono incrementati i commerci con l’estero,
dall’altra i prodotti interni, non hanno retto la concorrenza. Un esempio sono tutti i prodotto “Made
in China”, che troviamo in vendita nei nostri negozi: tali prodotto, non pagano o hanno dazi
agevolati all’importazione e riescono ad entrare nei nostri mercati a prezzi imbattibili e inarrivabili
dai nostri articoli. In questo modo abbiamo incrementato le importazioni ma non riusciamo a
vendere quello che produciamo. Questo “meccanismo”, è stato ed è applicato in molti Stati, infatti
noi, per l’amministrazione americana, rientriamo tra i cosiddetti Most favoured nation, ovvero con
condizioni commerciali agevolate. Un “male comune” quindi, in gran parte del Mondo.
Notiamo che molte multinazionali o grandi aziende, spostano le loro sedi di produzione in luoghi
“più convenienti”, dove possono utilizzare mano d’opera a basso costo o leggi più comode ed infine
importare il prodotto ovunque con agevolazioni fiscali.

Aumentare le tasse “d’importazione” renderebbero i “prodotti locali” più concorrenziali, le nostre
fabbriche riuscirebbero a produrre e resterebbero aperte, non si trasferirebbero altrove perché
pagherebbero alte tasse all’importazione e magari il “guadagno” fino a quel momento raggiunto,
risulterebbe vano. Forse le cose potrebbero migliorare, si dovrebbe almeno provare. E’anche vero
che le “grandi Nazioni”, prendendo queste decisioni, limitano e decidono tutto il commercio
mondiale, magari sarebbe opportuno, raggiungere lo scopo, a piccoli passi, ma non sembra sempre è
possibile.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2018 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account