Tutto inizia quando un/a giovane ragazzo/a pubblica un primo video su YouTube quasi per gioco e si ritrova in poco tempo milioni e milioni di visualizzazioni sul suo canale, likes su Facebook, domande su Ask e così via.. Analizzando tali comportamenti nei loro aspetti intrinseci, mi rendo conto di come egli non sia altro che un adolescente come noi: segue le nostre stesse mode, ha lo stesso smartphone e magari la stessa acconciatura di capelli. Allo stesso tempo però, l’ elemento che lo contraddistingue maggiormente è il suo coraggio e la sua sfrontatezza nel dire apertamente ciò che ciascuno di noi ha ben impresso nella mente ma che non avrebbe mai l’audacia di comunicare davanti ad una telecamera. E gli Youtubers non solo le comunicano usando uno slang quotidiano per quel principio di riconoscimento molto efficace a questa età, ma traggono addirittura un guadagno pecuniario da tutto ciò. È quindi qui la scissione profonda tra noi e loro: il loro hobby diventa professione, la loro vita sotto i riflettori, e tutto quanto li riguarda più o meno da vicino uno scoop di interesse nazionale. È giusto che avvenga questo? In taluni casi si, soprattutto laddove ciò che viene detto porti davvero lo “spettatore” ad una profonda riflessione sull’argomento proposto. In altri, e si parla della netta prevalenza dei casi, tutto questo successo e questa fama non portano a niente se non all’idolatrare miti apparenti che, in ultima analisi, si rivelano autori di bei discorsi articolati ma di argomenti inconsistenti.

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1 Comment
  1. mikyreporter 4 anni ago

    La professione dello YouTuber

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