Bisogno di acqua, cibo, amore, passioni, turismo e social network. L’uso dei social si sta dimostrando un vero e proprio bisogno primario.
La società sta cambiando e ce ne accorgiamo non dai dati o dalle autorevoli fonti che lo confermano ma dalle nostre abitudini, inevitabilmente differenti rispetto a quelle di dieci anni fa. Da quando sono entrati nella vita di gran parte della popolazione mondiale, i social hanno rivoluzionato il nostro stile di vita, hanno mutato le nostre esigenze e ci stanno trasformando sempre più, fino a diventare per noi stati di insoddisfazione primari, anche se ancora largamente saziabili. In poco tempo la comunicazione con i new media si è fatta indispensabile. Un’evoluzione tecnologica senza precedenti – quella portata da Mark Zuckerberg – che nel 2004 ha fondato Facebook che, stando ai dati del dicembre 2014, risulta essere il social più utilizzato in assoluto con 1 miliardo e 390 milioni di utenti.
Nati per soddisfare la necessità di comunicare sempre più rapidamente, oggi i social hanno uno scopo diverso: mostrare agli “amici social”, ai parenti e agli amici veri la parte migliore di noi. Cosa significa?
Sui social si trovano tante bufale, questo si sa, ma credo che la maggior parte degli utenti scriva la verità, descriva la realtà dopo però che è stata sottoposta ad un’accurata cernita per selezionare i momenti di vita più belli e di cui ci si può vantare, scartando quelli di cui non vorremmo che la gente venisse a conoscenza. Non si scrive per mentire, perché se così fosse i complimenti e le attenzioni ricevuti sarebbero fasulli e in questo modo verrebbe meno la soddisfazione derivante dal riceverli. Si scrive per piacere, per soddisfare la propria esigenza di appagamento, per migliorare la propria autostima e si scrive la realtà. Sì, la realtà, non tutta però.
Questo tema porta indubbiamente a farsi delle domande significative, che non riguardano solo il mondo del web, ma la vita e l’esistenza di ognuno di noi: cosa è bello e cosa è brutto? Chi lo decide? Perché? Questi quesiti influenzano le nostre pubblicazioni?
Le mie risposte sono rispettivamente: 1) “E’ bello ciò che piace in un dato momento. Ovviamente non quello che piace all’utente ma agli altri.” 2)”Appunto, gli altri, la massa.” 3)”Non c’è motivo. L’uomo, nella sua limitatezza, non ne avrebbe la possibilità.” 4)”Certamente, sì. E’ difficile andare contro corrente. Qualcuno ci riesce.”
Concludo sottolineando che l’ipocrisia e le “maschere” fanno parte di noi, sia davanti ad un pc, sia che ci si trovi fisicamente con altre persone. Non è la tecnologia che ci rende meno veri, ma la nostra coscienza.

0
1 Comment
  1. federotulo 5 anni ago

    Hai detto bene: sui social spesso “si racconta la realt

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account