Dopo l’attacco alla redazione del giornale Charlie Hebdo avvenuta a gennaio, lo scorso 13 novembre la storia di Parigi è stata segnata nuovamente, contando all’incirca 130 morti ed altrettanti feriti:Personalmente credo sia inutile descrivere l’organizzazione estremista islamica, meglio conosciuta come “ISIS”, poiché gli avvenimenti degli ultimi mesi hanno portato qualsiasi persona ad informarsi su di essa. È singolare come questa organizzazione si sia fatta nemiche alcune delle nazioni più potenti del mondo, come appunto Russia e Francia e ancor di più di come siano riusciti a cambiare Parigi da città dell’amore a città in cui regna la puara. A mio parere il loro unico vantaggio è rappresentato dalla struttura della loro organizzazione poiché agiscono con delle “cellule” infiltrate da anni nei paesi: così facendo, rendono impossibile trovare un fulcro da poter colpire, e di conseguenza cancellano qualsiasi via che porti ad un possibile punto debole. La motivazione dei loro attentati è stata tratta dall’ambito religioso, o meglio dal Corano, dichiarando infatti di agire nel nome di “Allah è grande”. Questo espediente sembra privo di logica, poiché il Corano non condanna affatto le altre religioni e non accenna nemmeno a nessun atto di questo tipo. Sembra pertanto chiaro, che le loro gesta, siano una sorta di rivendicazione del loro popolo, verso i paesi che nei secoli precedenti controllarono il loro territorio. L’Europa, ma più in generale il mondo, ha iniziato a temere davvero l’ISIS dopo gli ultimi attentati, in quanto la maggior parte della popolazione mondiale ha ignorato i loro stermini compiuti in Africa e le loro precedenti dichiarazioni di guerra. Un’altra conseguenza negativa portata da questi avvenimenti è stata la nascita di una sorta di razzismo verso tutti coloro che professano la religione musulmana, condannando anche gli islamici innocenti a subire delle discriminazioni. Penso che il loro principale scopo era quello di creare uno stato di terrore ampio e continuo, in modo tale da costringere molte persone a rinunciare alla loro libertà. Paradossalmente sembra che sia stato attaccato proprio il motto della Repubblica Francese, dove la volontà di vivere liberamente, solidariamente e senza distinzioni sociali, in un’unica sera, sia andata persa.
Alessandro Zamponi

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