TERRORISMO. La memoria ci riporta all’ultimo straziante episodio verificatosi a Parigi due settimane fa. Quando avvengono episodi di tale gravità la reazione istintiva ed anche logica è quella di cercare di identificare un colpevole e punirlo. Nel caso della strage di Parigi la rivendicazione da parte dell’Isis fa sì che apparentemente si sappia già con certezza a chi attribuire la colpa di tante morti innocenti. Per capire chi c’è dietro dobbiamo cercare di fare un’analisi più ampia di quello che è il fenomeno terrorismo e quindi dobbiamo guardare al passato. I nostri genitori ci parlano di terrorismo internazionale che negli anni 70 e 80 era per così dire appannaggio dei Palestinesi ed un episodio tra i più eclatanti si ebbe a Monaco nel 1972 durante le Olimpiadi. Ci raccontano di terrorismo nazionale con le Brigate Rosse e le stragi di Milano, Brescia e Bologna. Avvicinandoci ai giorni nostri l’episodio di più grande impatto emotivo fu l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre del 2001. Da allora ci sono stati diversi attentati con decine e centinaia di morti. Qualche volta sono state bersaglio città europee come Madrid, Londra colpendo direttamente le persone e gli interessi occidentali, altre volte sono state colpiti “bersagli” che hanno fatto molto meno scalpore e sono stati di minore impatto nell’opinione pubblica. E’ un elenco senza fine di decine di attentati in Iraq, in Tanzania, in Egitto, in Nigeria ecc. Già negli stessi giorni dell’attentato a Parigi ce ne sono stati altri in Kenia, in Tunisia, in Libano. Per rispondere alla domanda che ci siamo posti all’inizio dobbiamo fare delle distinzioni. Gli attentati perpetrati dai Palestinesi molti anni fa potevano essere con certezza attribuiti ad un popolo in “guerra” contro Israele ed i suoi amici e quindi alle frange più estremiste dell’OLP ed i finanziatori potevano identificarsi con tutti i paesi arabi che sostenevano la lotta palestinese. Sui presunti finanziatori del terrorismo che fece tanti morti nelle nostre città si sono avute voci di tutti i generi, dall’Unione Sovietica alla Cia a Cuba, agli stessi servizi segreti italiani ma non si è mai avuta alcuna conferma. Identificare i finanziatori ed i beneficiari del terrorismo dei giorni nostri è quantomeno difficile se non impossibile. Quello che possiamo affermare con una certa sicurezza è che il terrorismo è cambiato e non ha più una caratterizzazione esclusivamente politica. A questo aspetto si sono aggiunti e sovrapposti altri motivi, religiosi e ancor più economici. Da un attentato si può avere un guadagno oltre che causare perdite economiche al “nemico”. Nel caso dell’attentato delle Torri Gemelle si sono avute grandi conseguenze economiche. Basti pensare nell’ immediato alle ripercussioni sui mercati borsistici mondiali ed in seguito alla conseguenza maggiore cioè le guerre in Iraq e in Afghanistan. In quel caso chi ne ha tratto guadagno sono state in primis le industrie belliche. Oggi il nemico attuale è l’Isis. Per cercare di capire chi può esserci dietro a finanziare e guadagnare dobbiamo cercare in primis di capire che cosa è e come è nato. L’Isis o Stato Islamico è un’entità ( Politica? Militare ?) che si è formato in una regione che comprende parte dell’Iraq e parte della Siria in seguito al disfacimento dell’Iraq e alla guerra civile in Siria. L’Iraq di Saddam Hussein in seguito alla guerra del Golfo è precipitato in una guerra civile permanente solo e vi regna una situazione di caos. In Siria qualche anno fa è iniziata una rivolta trasformatasi in vera e propria guerra civile contro il dittatore Assad. In entrambe le situazioni possiamo dire che le armi e il denaro per rovesciare questi dittatori sono giunti dai paesi occidentali ed in primo luogo dagli Stati Uniti e dalla Francia. La motivazione data all’opinione pubblica per giustificare tali aiuti è stata che venivano sostenute le lotte per rovesciare dittatori sanguinari. In realtà le motivazioni vanno ricercate negli immensi interessi economici che gli stati occidentali hanno in quelle regioni. Il petrolio e le vie per portarlo in Occidente sono fondamentalmente le vere ragioni. A Francia ed Usa si uniscono negli interessi, sia economici che di influenza geopolitica, la Russia, la Turchia, l’Iran. Oltre questi finanziatori diciamo riconosciuti ce ne sono sicuramente altri che sono sospettati, dall’Arabia Saudita al Qatar all’Iran ecc. Ognuno con i suoi interessi. L’obiettivo è destabilizzare, cioè far sì che regni uno stato di caos in cui i più forti abbiano la meglio e dettino le regole. Le guerre, soprattutto quelle civili, possono nascere basandosi su varie istanze, politiche ed economiche, autonomiste e religiose ed i primi episodi di terrorismo si verificano in genere all’interno di una nazione. Il terrorismo si basa su azioni che vanno a colpire obiettivi non prettamente militari come in una classica guerra, ma bensì obiettivi civili o in alternativa chiese, fabbriche, bar, teatri ecc. Si induce nelle persone il TERRORE, cioè l’impossibilità di pensare di vivere una vita normale. Per far sì che questo obiettivo venga raggiunto una azione terroristica efficace deve essere quella che ha più risonanza mediatica, sia a livello locale che globale. Ecco il perchè di attentati tipo quello di Parigi di cui si continuerà a parlare e verrà ricordato a lungo. Possiamo perciò dire che i finanziatori possono essere sia palesi che occulti, ma sono sicuramente soggetti dotati di grande capacità economica, che sfruttano motivazioni sia politiche che religiose dei terroristi che alla fine si rivelano dei semplici strumenti di morte per far arricchire o per mandare al potere chi li ha fomentati, sfruttati e mandati ad uccidere e/o a morire.

Alessandro Battellini

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