L’ISIS sta guadagnando terreno giorno dopo giorno e gli attacchi di Parigi ne sono la prova. Ma come ci sta riuscendo? Dove trova le risorse? Si vocifera di finanziamenti da parte di alcuni stati e bisogna ammettere che la scelta del territorio non è stata fatta a caso: il Medio Oriente è infatti ricco di giacimenti petroliferi, naturali fonti di ricchezza. Ecco da dove proviene il denaro con cui l’organizzazione acquista armi e sovvenziona i suoi attacchi. Attacchi che come ben sappiamo non sono limitati all’Europa, ma che coinvolgono anche zone più vulnerabili come il Nord Africa, l’Africa Subsahariana e l’America Latina. Zone in cui è richiesta particolare attenzione sono l’Egitto, dove è sconsigliato recarsi se non strettamente necessario, il Kenya, dove sta crescendo sempre di più il numero di attivisti estremisti, la Thailandia, in particolare le province del sud e la Tunisia, dove ci sono stati due attacchi in pochi mesi. Se l’ISIS è realmente finanziato da qualche stato non è dato saperlo, è certo però che per bloccare la loro avanzata bisogna agire alla sorgente, cioè sui finanziamenti che permettono loro di avere un impatto così devastante ovunque.

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