A seguito dell’attentato dell’ 11 settembre 2001 alle Torri Gemelle ed oggi dopo il tragico evento accaduto in Francia, una domanda ci sorge spontanea: “Chi finanzia i gruppi terroristici?“ Spesso, a questo tipo di domanda, si danno risposte imprecise; ed uno dei motivi è che molte delle ipotesi che circolano non sono state ancora documentate in maniera certa da fonti autorevoli, ma l’ipotesi più sostenuta attualmente, è che l’Isis gran parte dei finanziamenti li acquisisca dalle risorse dei territori occupati, primo fra tutti: il petrolio. Ma, alla base di questi finanziamenti, potrebbero esserci anche altri stati? Occidentali e Medio Orientali magari? La risposta probabilmente è sì. Ultimamente si sta pensando che i principali Stati che appoggiano economicamente l’Isis, si trovino in Medio Oriente, come: Kuwait, Qatar e Arabia Saudita che sono sotto osservazione per il loro rapporto con alcuni gruppi islamici. Ma, oltre a questi paesi, c’è un altro Stato che appoggia da un punto di vista logistico lo Stato Islamico, la Turchia. Gran parte dei Capi di Stato, accusano il Presidente turco Erdogan per aver stretto affari con l’Isis. Quindi, la Turchia, sarebbe uno dei beneficiari principali del commercio del petrolio, poiché lo comprerebbe dallo Stato Islamico a un buon prezzo per poi rivenderlo sui mercati europei e mondiali in cambio di centinaia di milioni di dollari. Inoltre, la Turchia mette a disposizione alcuni ospedali al confine con la Siria per accogliere e curare i jihadisti feriti dell’Isis. Per quanto riguarda gli stati Occidentali, non si hanno informazioni chiare e precise; alcuni media, per esempio, sostengono che gli USA abbiano firmato una commessa da 1,3 miliardi di dollari per la vendita di bombe intelligenti all’Arabia Saudita; oppure, che dietro a tutto questo ci sia anche l’Italia che con il Fondo Strategico Italiano, controllato dalla Cassa Depositi e Prestiti, ha firmato una Joint Venture da 2 miliardi con il Qatar. Sempre l’Italia, ha esportato armi in Qatar per 146 milioni di euro. Detto questo, ci si pone un’altra domanda: Ma davvero gli Stati occidentali combattono l’Isis in nome della libertà? Il problema è che tutte le informazioni sensibili rimangono segrete e non vengono svelate. Non siamo in grado, almeno per adesso, di conoscere la realtà. Internet; sede di affari di questo nemico brutale, peggiora la situazione. Inoltre capita che sui social vengano pubblicate bufale su ciò che sta accadendo riguardo gli affari dei gruppi terroristici. Contribuendo così rendere poco limpide le informazioni su questo argomento. Appare però chiaro che se i media dovessero avere ragione sull’aiuto finanziario da parte degli Stati occidentali all’Isis, non sarebbe sensato e coerente combattere lo Stato Islamico in nome della libertà, finché viene finanziato da chi lo combatte.
Purtroppo spesso, l’Occidente, per il denaro, è disposto a tutto. Forse anche a fare affari con terroristi che ammazzano persone innocenti. In conclusione, la domanda più importante da porsi è: Anche qui tra noi ci sono colpevoli? Anche noi siamo parte del problema?

1 Comment
  1. mohamed2014 7 anni ago

    sono proprio d’accordo con le tue affermazioni e con la tua domanda finale. Penso che la risposta al perch

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