La mia prima reazione dopo gli attenti di Parigi dello scorso 13 novembre, oltre ovviamente al grande dolore verso le vittime e i loro familiari, è stata di disprezzo nei confronti dell’ISIS e dello Stato Islamico che questo dice di rappresentare.
Questi sentimenti credo abbiano rappresentato una reazione abbastanza comune in tutto l’occidente, che si è scoperto improvvisamente debole e spaventato, ma soprattutto in dovere di vendicare le sue vittime innocenti.
Andando però ad analizzare le radici di questa guerra di matrice religiosa, che da alcuni viene definita come la “Terza Guerra Mondiale”, capiamo che queste hanno fondamenti più economici che religiosi.
Guardando infatti con attenzione la situazione in Medio Oriente ci possiamo rendere conto di come la Siria, fulcro dei bombardamenti francesi di questi giorni, sia in realtà un certo di interesse strategico per gli interessi economici di molte nazioni.
Da una parte infatti la Russia, interessata al passaggio dei proprio gasdotti e oleodotti nel paese, è favorevole al mantenimento del regime di Hassad e per questo fornisce supporto bellico contro gli oppositori politici; dall’altra invece la Turchia, preoccupata dall’avanzamento del popolo Curdo che reclama la propria indipendenza ed una terra propria, hanno permesso al Califfato di crescere quasi indisturbato.
Oggi l’ISIS, che è riuscito ad impadronirsi dei pozzi di petrolio a nord dell’Iran, vende successivamente ”l’oro nero” all’Arabia Saudita, un paese libero da embarghi e che quindi a sua volta può rivederlo ai paesi occidentali. In questo modo l’ISIS sta finanziando la sua Guerra Santa con soldi ed armi provenienti dall’occidente.
A questo punto mi chiedo se non siano le stesse vittime occidentali a finanziare i propri carnefici.
Inoltre fermandoci un attimo a pensare, e provando ad andare oltre alla cronaca propostaci da media, possiamo osservare come il terrore e le morti sono un fenomeno in forte escalation. Nel 2014 infatti le vittime di attenti terroristici sono cresciute di circa l’80% rispetto all’anno precedente e di queste il 78% sono avvenute in stati africani di religione Islamica come Afghanistan, Iraq, Nigeria, Pakistan e la stessa Siria. Questi dati ci fanno quindi capire che l’obbiettivo dei mezzi di informazione è quello di farci accanire indistintamente contro tutti gli Islamici.
Ma pubblicizzando solo i nostri morti degli attentati vogliono forse dirci che le 3000 vittime nigeriane morte nell’attentato fatto in un centro commerciale dai Boko Haram, altro gruppo terroristico di matrice islamica alleato dell’ISIS, valgono meno dei 130 francesi morti al Bataclan?
Personalmente ritengo che i bombardamenti di questi giorni, e quelli che seguiranno, siano completamente inutili, perché finiranno solo per aumentare l’odio religioso tra i popoli.
Credo invece che un modo più sensato per porre fine a questa guerra, come suggerisce Giuseppe Morotti, sarebbe un totale embargo economico che ne soffochi le risorse impedendogli di finanziare le proprie azioni di guerra.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2019 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account