Le vittime della teoria del terrore appaiono come luci su un mappamondo vasto che va dal Kenya alla Francia, dal Mali al Libano. Numericamente si parla, solamente nel 2015, di 12 morti nell’attacco a Charlie Hebdo in Francia, 148 morti (quasi tutti studenti) in Kenya, 38 in Tunisia, 102 morti e 500 feriti in Turchia, in Egitto 224, il Libano ne conta 44, giungendo agli attacchi recentissimi in Francia con 129 morti e 500 feriti ed infine l’attaco del 20 novembre in Mali con 21 morti. L’artefice di questa politica del terrore è lo Stato autoproclamato dell’ISIS. Si parla di un “gruppo” fondamentalista islamico di circa 25.000 persone, le quali per nome di Allah provocano vere e proprie mattanze di civili. Ciò che coinvolge intelligences di ogni nazionalità è capira chi finanzia lo stato del terrore e smembrare pezzo per pezzo il piano economico strattamente legato tra il Medio Oriente e l’Occidente. Secondo fonti certe il maggior finanziatore dell’ISIS è il Qatar, il quale risulta il maggior azionista della borsa inglese, inoltre tra il 2012 e 2014 alcune aziende italiano hanno esportato armi in Qatar per ben 146 milioni. Oltre al Qatar anche il Kuwait, secondo gli esperti, è indicato come finanziatore dell’ISIS ed è proprio con questo Paese che il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi ha stretto un’intesa, poichè uno dei maggiori gruppi industriali italiani ha firmato un contratto di 8 miliardi di euro per la vendita di 28 caccia bombardieri. Dal Qatar e dal Kuwait arrivano soldi per l’ISIS e siamo noi occidentali a stipulare affari con questi Paesi alimentando così la potenza di questo pseudo stato del terrore. Non solo l’Italia, ma anche gli Stati Uniti, primi a proclamarsi nemici dell’ISIS durante il G20 ad Antalya, hanno concluso prorpio in questi mesi un affare da 1,3 miliardi di euro per la vendita di bombe intelligenti con l’Arabia Saudita, la quale risulta anch’essa come finanziatore dello stato fondamentalista. Ecco come funzione: i leader occidentali a parole affermano con convinzione di voler combattere l’ISIS ma sostanzialmente stringono patti con Paesi sospettati di finanziare l’IS. In nome del “dio denaro” i nostri governanti sono disposti ad alimentare l’ira di terroristi spietati, arrivando quindi a incoraggiare economicamente le mattanze di civili innocenti.” L’Occidente combatte contro un nemico comune che però è nato in laboratorio come il mostro di Frankenstein, grazie a maneggi ed alchimie degli stessi suoi creatori per fini geopolitici inconfessabili” questo è quanto afferma Luca Ciarrocca, studioso di geopolitica e macroeconomia. Si parla di economia del terrore in cui l’unico fattore rilevante è l’aumento del numero di entrate di un Paese calpestando e ignorando ogni tipo di diritto umano. Apriamo gli occhi, i nostri veri nemici sono in giacca e cravatta e guardano il mondo andare in fumo. I nemici sono dentro le nostre case!

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