L’Isis (Stato islamico dell’Iraq e della Siria) è un’organizzazione militare e terroristica che si basa sul fondamentalismo islamico. Ormai sono noti a tutti i suoi due recenti attacchi avvenuti a Parigi, ma è bene anche ricordare che l’Occidente non è l’unico soggetto della jihad. I principali stati che subiscono le conseguenze del terrorismo e di cui si parla meno sono quelli del Medio Oriente, dell’Africa settentrionale e occidentale e i territori del Mar Rosso. Il Global Terrorism Index ha ricavato un dato preoccupante riguardo alle vittime del terrorismo nel 2014: sono circa 32.658 i morti, in aumento dell’80% rispetto all’anno scorso. Ciò è ancora più impressionante se si considera che il 78% dei morti e il 57% degli attacchi siano stati condotti in soli cinque paesi: Afghanistan, Iraq, Nigeria, Pakistan e Siria.
Ma chi è che finanzia veramente quest’associazione? I primi finanziatori dell’Isis sono gli stati del Golfo Persico: in Qatar ciò avviene a causa dei controlli inesistenti da parte del Governo, come afferma “La stampa”. Il “Washington Post”, afferma che, sebbene il governo del Kuwait non appoggi l’Isis, i suoi cittadini sostengono le sue milizie attraverso donazioni volontarie e arruolamenti. La ragione più significativa per cui questo gruppo terroristico continua ad agire e possiede grandi risorse economiche, é il commercio del petrolio.
Il 24 novembre, un aereo da guerra russo, pronto a bombardare la Siria, è stato abbattuto dall’aviazione turca nel confine tra Siria e Turchia. Dalla vicenda è nata una disputa: la Turchia si difende sostenendo di aver avvistato un aereo militare all’interno del proprio territorio, disposta a tutto pur di difendere il proprio Paese, lo ha attaccato avvertendo però i piloti dell’aereo stesso. La Russia invece, ribatte di non aver ricevuto alcun avviso, dichiarando inoltre che l’aereo non ha mai sconfinato nel territorio turco e accusa l’aggressore di essere complice dei terroristi. Tuttora non è ben chiaro cosa sia realmente accaduto, ma le due versioni dei fatti portano a un’amara conseguenza: il terrorismo è riuscito a metterci l’uno contro l’altro.

0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

    Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2022 osservatorionline.it

    Effettua il login

    o    

    Hai dimenticato i tuoi dati?

    Crea Account