Sono state più di 130 le vittime e quasi il triplo il numero delle persone rimaste ferite negli attacchi del 13 novembre a Parigi da parte degli estremisti islamici. Da quel giorno in televisione e sui giornali non si parla d’altro e non si può andare in giro per le strade senza sentire parole come terrorismo, guerra o ISIS. Infatti da quel fatidico 13 novembre tutti hanno cominciato a fare ricerche ed informarsi sulla questione e si fa quasi a gara, nelle discussioni, a esporre la propria conoscenza e dare un proprio pensiero sui fatti accaduti. Perché noi Occidentali siamo fatti così. Delle situazioni che non ci riguardano non ne percepiamo la benché minima esistenza e anzi, se ne siamo a conoscenza, facciamo finta che non esistano. Ma oggi siamo stati toccati personalmente ed ecco che, essendo una comunità, chi per amor patrio chi per seguire gli altri abbiamo tutti iniziato a confortare i nostri disgraziati amici francesi e a mobilitarci per la difesa della nostra libertà. Dietro tutti i post sui social di cordoglio e tutta questa ostentata sicurezza si cela però una triste verità. Da quel venerdì 13 tutta l’Europa trema di paura e niente e nessuno ci fa più sentire sicuri ad uscire dalle nostre case. Questi “soldati di Dio” arrivano a farsi saltare in aria e non hanno paura di morire pur di farci soffrire dolori fisici ma soprattutto mentali. Perché infatti in quell’attentato non sono morte solo 130 persone, ma un intero continente ha cominciato a sentirsi sempre più con le spalle al muro e con una voglia pazza di mettere fine a tutto questo. Le soluzioni che le persone hanno cominciato a cercare sono le più disparate e si va dalla totale indifferenza a proposte cariche di efferatezza e odio razziale. Se infatti qualcuno pensa che la colpa non sia da imputare a tutto l’Islam e che bisogni procedere con calma e agire con attenzione, alcuni sono talmente impauriti che vorrebbero solo bombardare a tappeto e sterminare un intera razza, pensando di poter in tal modo distruggere il problema alla radice. Da come ho osservato,queste sono, molto sinteticamente e generalizzate, le due linee di pensiero che tentano di dare una svolta a questa situazione. E poi ci sono io, che sono solo un ragazzo di 18 anni e non mi permetto di vomitare anche io un parere che sicuramente sarebbe solo il risultato di qualche notizia sentita alla televisione e poco più. In tutto questo caos però si è cominciata a formare anche nella mia testa, lentamente e senza che me ne accorgessi, l’idea di questa possibile Terza Guerra Mondiale che inevitabilmente ha portato anche me a cercare soluzioni e, forse, anche un po’ di “convinzioni e speranze” che mi avessero evitato queste paranoie e timori del futuro. Allora cerco di identificarmi con una di queste due fazioni di pensatori che sono l’una l’opposto dell’altra e, anche se con un po’ di rammarico e paura di me stesso, l’unica cosa che non posso e non riesco a fare a meno di pensare è che, anche se sicuramente validissima l’affermazione secondo cui non dovremmo fare di tutta l’erba un fascio, una vera e propria soluzione , seppur cruenta e efferata (e sicuramente irrazionale), è data solo dalla seconda proposta. Ed ora più che mai l’Europa ha bisogno di una soluzione valida e concreta.

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1 Comment
  1. sarabee 5 anni ago

    Sono convinta che nessuno possa permettersi di uccidere, tanto meno in nome di Dio, chiunque esso sia, a qualsiasi popolo appartenga.

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