Cominciamo dal fatto che non si deve parlare più di Isis ma di Stato Islamico. Cioè il nuovo stato creatosi nel mezzo di Syria ed Iraq, frutto della creazione del visionario Al-Baghdadi. Parliamo ora di questa creazione. Al-Baghdadi è un Imam islamico laureato e che rivendica una discendenza diretta dal profeta Maometto. Rilasciato pochi anni fa dale carceri americane diventa il nuovo capo dell’ISI, stato islamico iracheno, che non è altro che un braccio di Al-Qa-Ida. Ebbene quest’uomo ha obiettivi diversi dal solito, lui vuole creare un Califfato islamico che comprenda tutti gli stati arabi e fondarlo su una legge basata sul Corano. Capisce però che l’Iraq non è il terreno adatto a questa impresa. Capisce che è la Siria il punto adatto, perchè? Perché in Siria c’è la guerra civile, e di conseguenza è piena di aree prive di autorità politica. Manda allora un contingente di soldati ad arruolare e formare un nuovo fronte Siriano, sono in molti ad accorrere, il fronte si espande, è il momento di fondarlo con l’ISI, ma Al-Qa-Ida è contraria alla fusione, ma questo ad Al-Baghdadi non interessa e continua la fusione, forma lo stato islamico Iracheno e Siriano, l’Isis. Comincia allora ad occupare militarmente città sia Irachene e Siriane, anche quelle dei suoi alleati, e questo fa infuriare Al-Qa-Ida, che dichiara di non aver alcun rapporto con l’Isis. Al-Baghdadi continua la sua opera e nelle città comincia a formare il suo stato, gli uomini dell’ISIS forniscono frutta e verdura, hanno riviste ed editoria, aggiustato strade ed edifici, danno la corrente elettrica, aprono uffici per i bambini orfani e continuano opere per il popolo proprio come un vero stato. Ma chi è che gli da questi soldi? Gli sponsor. Kuwait, Arabia Saudita e Qatar gli mettono a disposizione pozzi e giacimenti petroliferi e lui prima di iniziare massacri ed attentati li occupa militarmente, così che se gli sponsor dovessero ritirare i fondi lui se li tiene con la forza. Inoltre dietro questi paesi c’è anche l’Occidente tra cui la Turchia che favoreggia gli USA che però insieme all’Italia vende armi a questi paesi, che vengono poi date all’Isis, e il problema è che non sono io a dirlo, ma Renzi, in una intervista dove gli si chiede se l’Italia è un fornitore di armi, lui dice no, ma dice che vende armi ai paesi che finanziano l’Isis.

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