Per dare una visione meno superficiale e per fornire un ulteriore chiave di lettura delle stragi avvenute ultimamente a Parigi, è necessario analizzare a fondo il fenomeno del terrorismo nella sua complessità.
E’ evidente la volontà da parte di uno stato o di un gruppo di stati di incentivare tale fenomeno o un attentato terroristico, anche all’interno del proprio paese, anche a discapito dei propri civili, al fine di portare avanti un determinato progetto politico-economico.
Ma come è possibile fare questo?
Diventa necessario creare un nemico comune e, successivamente, fornire il movente che giustifichi un attacco, un’azione militare difensiva nei confronti di un quest’ultimo.
E’ proprio qui che gioca un ruolo fondamentale lo stratagemma del terrorismo, che permette di dare vita a una minaccia difficilmente individuabile.
Quale può essere questo movente? Dove si nasconde la genialità di un disegno del genere?
Si gioca sulle passioni, sulla sfera pulsionale e primitiva dell’uomo. Ecco che il fanatismo religioso mostra il suo incredibile appeal. (Riscontrabile in questo senso è l’analogia con il mito della razza, emblema dei conflitti del secolo precedente).
La paura che si va a generare permette la diffusione di quel nazionalismo gretto in una collettività vittima, in un occidente che si chiude dietro la propria bandiera.
Si vanno a plasmare due mondi diametralmente opposti in conflitto fra loro e simbolo di due sistemi ideologico-culturali completamente diversi.
A questo punto bisogna chiarire le dinamiche fondamentali di questo progetto politico-economico.
Un notevole spunto di riflessione è fornito dall’importanza del mercato delle armi, che rappresenta l’8% del profitto mondiale. La Francia, infatti, in questa gerarchia economica, compete a livelli altissimi insieme a Stati Uniti, Russia e Italia.
Mantenere uno stato di guerra civile in una determinata area geografica permette di giustificare azioni militari altrimenti inspiegabili e di mantenere attivo il commercio delle armi in un contesto storico all’interno del quale tale interesse sarebbe marginale.
L’instabilità politica che si va a creare permette di manipolare interi governi, in vista dei propri interessi economici.
Perché l’attenzione è totalmente rivolta all’area Medio Orientale? Quale risorsa è tanto importante nelle logiche del Mercato?
Sembrerà banale, ma è proprio il petrolio.
Perché adesso la Siria?
In questo momento interessa particolarmente la sua posizione geografica centrale e lo sbocco strategico sul mare.
L’analisi sopra esposta è solo un aspetto di un fenomeno estremamente complesso nella sua totalità.
Non si è parlato, infatti, di un possibile coinvolgimento di stati esterni al blocco occidentale, come Tuchia, Qatar, Kuwait o altri, che gioverebbero di una sua instabilità economica.
Come esposto in precedenza, l’intento è quello di fornire una nuova chiave di lettura, un principio di discussione che possa portare a conclusioni non superficiali.

Gabriel Vernacchia

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1 Comment
  1. hamid123 6 anni ago

    Un articolo ben lungo e strutturato molto bene, hai fatto bene a indicare che questa follia chiamata Isis parte da interessi economici,

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