Molte persone si meravigliano di come l’Isis faccia ad avere le risorse economiche per affrontare una guerra pur non avendo ufficialmente l’appoggio di alcuno stato.
Secondo i dati di Rand Corporation le entrate dell’ISIS sono passate da circa 1 milione di dollari al mese alla fine del 2008 a più di 1,5 milioni di dollari al giorno nel 2014.La capacità finanziaria dell’autoproclamato Califfato Islamico è da ricercare sul territorio dove nasce: la Siria e l’Iraq. In questi territori infatti sono presenti numerosi giacimenti petroliferi di cui l’Isis ha preso il possesso. Stando ad alcune stime approssimative la vendita del greggio frutterebbe all’Isis circa 1,3 milioni di euro al giorno, tuttavia non è l’unico business su cui ha messo le mani lo Stato Islamico. È proprio la diversificazione dei business dell’Isis che rende difficile bloccarne l’afflusso di denaro. Oltre al commercio del petrolio infatti ricava una grande quantità di denaro dalle banche sequestrate in Iraq all’inizio del 2014, ma ha anche ottenuto, secondo il Washington Post tra i 20 e i 40 milioni di dollari nel 2014 attraverso i riscatti per i rapimenti. Un grande business sfruttato dall’Isis è anche quello della rivendita di opere d’arte al mercato nero.
Nonostante sia vero che nessuno stato appoggia ufficialmente il Califfato Islamico, tuttavia molti privati riescono a finanziare questa organizzazione, infatti secondo uno studio del Washington Institute for Near East Policy, i paesi da cui provengono i maggiori finanziamenti all’ISIS sono il Kuwait, il Qatar e l’Arabia Saudita. Non è noto a quanto ammontino queste donazioni ma si pensa che siano comunque solo una piccola parte delle entrate economiche dell’Isis. Tali finanziamenti si sono verificati nonostante i governi di questi paesi si siano schierati contro il Califfato e l’Arabia Saudita abbia anche preso parte ai recenti raid aerei in Siria.
Alcune personalità di tutto il mondo hanno avanzato la possibilità che i finanziamenti all’Isis giungano da noi paesi occidentali e in particolare dagli Stati Uniti d’America, ma non ci sono prove su cui basare queste argomentazioni e non sono visibili alcuni interessi economici o politici tali da giustificare donazioni ad un’organizzazione terroristica.

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1 Comment
  1. federotulo 4 anni ago

    Ma l’Occidente non finanzia il terrorismo islamico, non direttamente almeno: da molto tempo il mondo occidentale acquista il famoso “oro nero” dall’Oriente; questo denaro va a finire nelle mani dei grandi magnati petroliferi e, dopo svariati passaggi da mano a mano, giunge fino alle associazioni terroristiche.
    Francamente penso, anzi sono fermamente convinta, che l’Europa debba rendersi il pi

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