L’Isis è un gruppo terroristico islamista che nell’ultimo anno ha espanso il suo territorio in Iraq e Siria e si è reso protagonista di numerosi attacchi terroristici anche in Occidente. Gli appartenenti sono considerati parte del movimento terroristico più ricco di sempre e perciò sorgono spontanee le domande: chi lo finanzia? Da dove prende le armi? Quello che si sa è che l’Isis riceve finanziamenti da privati dal Kywait,Qatar,Arabia Saudita (come dimostra lo studio del Washington Institute for Near East Policy), vista una certa flessibilità della politica mediorientale se si tratta di sovvenzionare chi è contro gli sciiti. Sicuramente la fonte principale di denaro è lo sfruttamento dei pozzi petroliferi raffinerie (secondo stime hanno un guadagno giornaliero di 1,5 milioni di dollari) smistando il greggio in Turchia, la quale lo rivende in Europa. Altre fonti di guadagno sono: i soldi sequestrati alle banche dell’Iraq (circa mezzo miliardo di dollari), la vendita o affitto di case di persone uccise o che hanno lasciato la patria per l’Isis e il traffico di esseri umani ( mercato delle donne). Uno studio internazionale ( Conflict Armament Research) ha dichiarato che i terroristi dell’Isis fanno uso di armi e munizioni fabbricate in Usa , Russia e Cina. Queste armi in parte sono state catturate dagli oppositori moderati siriani ( sovvenzionati dagli Usa), in parte acquistate da multinazionali affamate di soldi. Siamo quindi noi stessi a finanziare la nostra stessa morte ma, anziché fare in modo che non si ripeta smettendo di finanziare questi gruppi estremisti, stiamo cadendo nella trappola del denaro, continuamente, irrimediabilmente.

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Commenti
  1. adolfina 5 anni ago

    Hai descritto molte probabili fonti di finanziamento ma il fatto

  2. miristella 5 anni ago

    Un articolo molto chiaro, che spiega perfettamente la situazione attuale. Hai spiegato bene e in modo semplice il generale sistema D finanziamenti che permette allo Stato Islamico di proliferare, e colpisce molto la riflessione sul fatto che “siamo noi a finanziare la nostra stessa morte”. Brava!

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