Da sempre la guerra richiede ingenti spese economiche, uno dei motivi per i quali anche Giolitti al tempo della Grande Guerra era contrario allo svolgersi di quest’ultima, e favorevole invece alla neutralità.
Oltre ai costi della guerra, lo Stato Islamico deve finanziare tuttavia anche le attività di governo nel territorio del Califfato Islamico.
Secondo il Washington Post ,deve finanziare il sistema giudiziario, la polizia religiosa.
Inoltre paga circa 400 dollari al mese i suoi miliziani.
Secondo uno studio del Washington Institute For Near East Policy, il paese da cui provengono i maggiori finanziamenti all’ISIS è il Kuwait seguito dal Qatar e dall’Arabia Saudita.
Un po’ strano anche perché questi tre paesi hanno partecipato agli attacchi aerei in Siria guidati dagli Stati Uniti.
L’ISIS ha dato vita ad una vera e propria economia di guerra la cui fonte principale è lo sfruttamento dei pozzi petroliferi e raffinerie.
La vendita di petrolio garantirebbe all’ISIS circa 1.5 milioni di dollari al giorno.
Ma allo stesso tempo diventano fonti di guadagno anche la vendita o l’affitto di case di persone che sono state uccise o che hanno lasciato quel territorio dopo l’arrivo dell’ISIS
Se consideriamo l’Isis come stato potremmo dire che sia povero, ma se lo consideriamo come organizzazione terroristica ,l’economia cambia.
Giovanni Salvi, il procuratore generale di Roma, intervistando dei rifugiati, ha rivelato la presenza di bandiere nere e di miliziani lungo il percorso.
Si tratta di veri e propri check-point per riscuotere il pizzo proprio come fanno i mafiosi.
Pensare che l’ISIS sia un’organizzazione terroristica che si regge solo sulla propria forza è pura fantasia.
Gli stessi che si oppongono a questa azione terroristica , hanno allo stesso tempo giovato degli interessi ricavati soprattutto dalla vendita del petrolio.
Gli stati sono molte volte erma bifronti: con una mano finanziano l’attività terroristica e con l’altra lanciano bombe.
Il problema consiste nell’omertà e nella salvaguardia dei propri interessi.
Fino a quando “IO STATO” traggo benefici, mi nascondo dietro questa attività terroristica ma nel momento in cui l’ISIS bombarda il mio popolo, dichiaro guerra.
L’ISIS come anche la mafia non compaiono dal nulla, non si arricchiscono dal nulla ma molte volte i veri nemici sono gli stati che fingono di opporsi nascondendosi nella loro omertà.

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1 Comment
  1. mikyreporter 4 anni ago

    Si la colpa

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