ISIS è l’argomento del momento. Fa molto discutere per la sua filosofia e la violenza che utilizza in ogni suo attentato. Ebbene sì, si suo mezzo di manovra è proprio rappresentato dall’attentato. Tutti ben sappiamo che per fare ciò però serve una grande quantità di denaro da investire in armi, arriviamo allora al dunque: come fa l’ISIS a procurarsi denaro ed armi?
Una delle sue principali fonti di denaro proviene dagli stati che si affacciano sul Golfo Persico. Questi stati sono molto ricchi perché possiedono petrolio e gas naturali quindi fonti di energia rare, non rinnovabili e di cui detengono il monopolio. Questi stati comprano le armi che noi stati occidentali produciamo e una volta comprate le danno all’esercito dell’ISIS composto da persone disperate ed indottrinati verso la filosofia Jihadista. Le armi che noi stessi vendiamo consapevolmente a loro servono per indebolirci ed annientarci. Dunque resterebbe ingiustificabile la continua vendita di esse, eppure questo continua per il semplice ricavo monetario. Risulta fondamentale sottolineare come l’ISIS usi il Corano come maschera per camuffare i suoi reali obbiettivi. Il libro sacro per il Mussulmani viene interpretato e stravolto con lo scopo di indebolire tutti gli stati occidentali per detenere il potere sul Golfo Persico.
Siamo noi stessi a fornire armi che poi ci ritorneranno indietro sotto un altra forma. Tutto ciò avviene legalmente, e sotto i nostri occhi, ma il denaro può veramente valere la vita delle persone morte per mano dell’ ISIS?
Lascio a voi la risposta.

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