Dopo l’attentato a Parigi e la conseguente paura non si fa altro che parlare dell’ Isis e si ciò che potrebbe fare nel resto mondo ma tutto ciò fa sorgere dei dubbi su come è possibile che questo gruppo terroristico faccia paura addirittura alle grandi nazioni.
Bisogna partire dal presupposto che il Califfo di questo Stato, fin dall’inizio ha cercato di creare una “società” autonoma non condizionata da problemi economici infatti a differenza delle altre organizzazioni terroristiche la propria ricchezza l’ Isis la estrae dal territorio in cui si trova, già, perché controllando un grande appezzamento di terra della Siria ha a propria disposizione dei giacimenti petroliferi importanti. Altri finanziamenti poi vengono dalla vendita del grano, dai furti nelle banche, dai racket e dalle tasse imposte sui territori controllati e anche dai paesi del Golfo (Qatar e Kuwait).
La creazione di un califfato islamico è uno dei maggiori obiettivi delle organizzazioni terroristiche islamiche e l’ Isis avendolo fa si che sia considerata l’ organizzazione terroristica attiva più pericolosa.
Con ciò voglio dire che l’ Isis non è l’ unica organizzazione terroristica e che c’è ne sono tanta altre come: Hamas, Al-Qaeda, i Talebani e Boko Haram. Tutti questi gruppi sono residenti in Afghanistan, Nigeria e in Arabia Saudita o in Stati limitrofi non a caso nel 2014, otto morti su dieci per attacchi terroristici sono stati registrati in uno di questi Stati.
La mia previsione da qui a cinque anni è che se non si fa subito qualcosa per fermare questi attacchi ci sarà una società che vivrà nella costante paura che possa succedere qualcosa, ma per non permettere tutto ciò ci deve essere un’ alleanza mondiale e non singoli Stati che vanno allo sbaraglio

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