Oltre l’Occidente con Stati Uniti e Italia, anche Stati orientali, come la Turchia, finanziano l’Isis.
Sotto il governo di Erdogan, in Turchia, è stato abbattuto “per errore” il caccia russo al confine con la Siria. Putin, a seguito di questo “incidente” si è impegnato per dipingere il governo di Erdogan come finanziatore dell’Isis. L’esecutivo e il servizio di Intelligence turchi hanno aiutato i ribelli antigovernativi, tra cui il gruppo jihadista dello Stato Islamico (ISIS).
Putin afferma, inoltre, che “la Turchia compra petrolio di contrabbando dall’ISIS, sovvenzionando così i terroristi”. Questo traffico tra jihadisti e turchi avviene ormai da anni e si parla di milioni di dollari. Il presidente della commissione Energia, lo scorso luglio, ha dichiarato che le forniture di petrolio contrabbandato tra l’ISIS e la Turchia attraverso la rotta siriana, erano scese da 10mila barili a 2mila barili. I funzionari degli Stati Uniti ritengono che lo Stato Islamico acquista più di 40 milioni di dollari al mese con il contrabbando di petrolio nelle aree della Siria e dell’Iraq. La Turchia è uno dei beneficiari principali del contrabbando di petrolio dell’ISIS. La Turchia acquista il petrolio a buon mercato e lo rivende a un prezzo superiore.
L’ISIS, con i soldi guadagnati dal commercio di petrolio con il Paese turco, compra le armi da Italia e America che consentono loro di seminare terrore e creare lo Stato Divino a cui loro aspirano.

0
0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2020 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account