Il terrorismo è l’uso di violenza illegittima, finalizzata a incutere terrore nei membri di una collettività organizzata e a destabilizzarne o restaurarne l’ordine, mediante azioni quali attentati, rapimenti, dirottamenti di aerei e simili. Da molto tempo lo Stato Islamico viene definito il “gruppo terrorista più ricco della storia”. La rapida conquista dei territori in Siria e Iraq ha spinto molti esperti a chiedersi in che modo i miliziani dell’ISIS siano riusciti a finanziare le loro attività, cioè come abbiano fatto a conquistare, governare ed amministrare, in un tempo relativamente molto breve, un territorio così grande. Quello che si sa è che l’ISIS è un gruppo che si finanzia per la maggior parte con le risorse ricavate dal territorio che controlla e, in misura minore, con donazioni private. Un’ipotesi che viene fatta da esperti è che oggi questo gruppo terroristico sia sostenuto finanziariamente dalla Turchia: lo Stato Islamico ruba il petrolio siriano e iracheno, lo trasporta tramite camion verso la Turchia e lo vende dai porti turchi nel mercato nero. Il denaro viene pagato attraverso società turche; il gruppo che è al potere in Turchia prende la sua parte e il resto finisce nelle casse dell’Isis. Quest’azione continua ad accadere, sotto gli occhi degli Stati Uniti e dell’Onu. Un altro finanziamento che arriva dall’esterno è quello delle armi. Per fare gli attentati ne servono molte e gli studiosi hanno accertato che derivano in parte da gruppi antigovernativi siriani, entrati a far parte dell’esercito dell’Isis. Dalle munizioni trovate è stato scoperto che più dell’80% sono state fabbricate in Cina, ex Urss, Stati Uniti, Russia post sovietica e Serbia. Le munizioni sovietiche sono state rintracciate nei magazzini siriani, riforniti già da tempo dai russi. Un’altra considerevole parte dell’approvvigionamento dell’Isis arriva dalle munizioni che l’esercito americano ha distribuito alle unità militari irachene, dopo l’invasione del 2003. Gli investigatori del Conflict Armament Research hanno rintracciato anche un campione di armi iraniane, alcune prodotte nel 2013. È stata di grande importanza questa scoperta, considerando la risoluzione Onu 1737 del 2006, che impedisce all’Iran di esportare armi. In conclusione, sono anche i Paesi occidentali a finanziare l’ISIS e, considerando che senza le armi loro non potrebbero fare nulla, se venissero bloccati questi finanziamenti, si potrebbe bloccare, almeno in parte, il terrorismo. Ma a chi vende le armi non importa nulla delle future vittime, ma solo dei soldi.

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