Con gli ultimi attentati accaduti a Parigi la sera del 13 novembre, l’isis, l’organizzazione armata estremista appartenente alla religione musulmana, è diventata ormai una minaccia globale.
Ma chi fornisce loro i soldi e le armi necessarie per commettere questi attentati? Chi li copre e permette loro di compiere stragi penose?
C’è chi si è fatto un’idea risalendo agli Stati Uniti d’America, all’attentato delle Torri Gemelle, che, con tutte le prove fornite, è stato organizzato dagli stessi USA, e ancora oggi si potrebbe pensare che siano gli Stati Uniti a fornire armi e denaro all’ISIS.
Anche uno dei candidati repubblicani Casa Bianca per le presidenziali del 2016, è sicuro che dietro l’ascesa dell’Isis ci siano gli americani, e il vice-presidente degli Stati Uniti ha accusato i paesi arabi del Golfo Persico alleati degli Usa (Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar) di non fare abbastanza per combattere Isis e di essere loro finanziatori.
Infatti, secondo altri dati, l’ISIS trova i veri rifornimenti di denaro nel petrolio ricavato in tutto il Medio Oriente. Il petrolio è appunto la chiave del mercato del terrorismo islamico, che controlla il 60% dei campi petroliferi.
Altre ipotesi dichiarano che questo gruppo terroristico è sostenuto dalla Turchia, che tramite la compravendita di petrolio alimenta finanziariamente lo stato islamico.
I fondi necessari arrivano, in realtà, quasi da ogni parte del mondo, anche dall’Italia, anche se nessuno stato europeo ha rapporti economici diretti con l’ISIS.
Probabilmente siamo in guerra anche noi senza saperlo ed è difficile riuscire a capire come contrastare questi nemici, come poter porre fine a questa ondata di terrore che ci sta colpendo in modo imprevedibile.

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