La domanda sorge spontanea; data l’ubicazione dell’etnia da cui è scaturito questo movimento terroristico contro l’Occidente e gli scontri civili già presenti da tempo in quel territorio, i terroristi dove trovano i soldi per sostenere due guerre contemporaneamente? Ovviamente l’ISIS non opera solo a discapito della parte occidentale del mondo ma, da molto tempo, compie attentati e omicidi in moltissimi altri piccoli Stati orientali, allora come mai non se ne è parlato prima? Quando ancora il cancro del terrorismo era ristretto a una sola parte della popolazione? La risposta più immediata e spontanea che si può dare è che facesse comodo alle grandi potenze, a livello finanziario, non far trapelare certe informazioni così delicate.
Di conseguenza possiamo dedurre che ci sia una sorta di scambio o di “contratto” economico tra gli organi governativi di certe Nazioni, occidentali e non, per procurare armi e altri tipi di finanziamenti alle organizzazioni terroristiche.
Alcune ipotesi si possono facilmente trarre dagli interventi dei politici di rilievo delle grandi potenze come Russia o USA, infatti, il presidente in carica americano, Barack Obama, ha dichiarato alla stampa di non voler operare direttamente su suolo islamico con truppe di terra ma di voler continuare con raid aerei e questo fa sorgere dei seri dubbi; ad aggravare ulteriormente la posizione degli Stati Uniti è il sostegno che danno ai ribelli nello scontro civile islamico.
Un’altra sorta di finanziamento che si può definire indiretto è dato dai mass media che trattano l’argomento, con questo non voglio dire che non bisogna parlarne ma bisogna prestare molta attenzione alle informazioni che vengono trasmesse alla popolazione, primo per non diffondere il terrore nelle persone in modo da non fare il gioco dei terroristi e secondo per non dare informazioni utili alle organizzazioni terroristiche per preparare gli attentati.
Su questo secondo punto espongo un esempio di un servizio giornalistico del giorno 22/11/2015 in cui veniva presentata la situazione di Roma e dello Stato Pontificio in preparazione al giubileo sono state esposte la maggior parte delle contromisure che sono state adottate per sviare agli attentati, in più è stata rilasciata una dichiarazione da parte di un agente pubblico ufficiale dove spiegava la situazione non ottimale delle attrezzature fornite alla polizia. Dunque a mio parere, questo servizio ha esposto i punti fragili della sorveglianza a Roma che le cellule terroristiche potranno sfruttare a proprio vantaggio.

0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

    Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2022 osservatorionline.it

    Effettua il login

    o    

    Hai dimenticato i tuoi dati?

    Crea Account