Nessuno ha il coraggio di ammettere il fatto che il proprio paese venda armi all’organizzazione terroristica di cui si sta tanto parlando in questi mesi, in questi anni. Il problema principale è che, facendo in questo modo, l’ISIS diventerà sempre più forte, crudele e potente da tutti i punti di vista. Ovviamente, l’ISIS non si tira indietro quando ha la possibilità di accaparrarsi un bel malloppo di armi nuove di zecca, appena sfornate. Il fatto di non ammettere la colpa fa sì chi o coloro che lo fanno, consapevoli dei loro atti, diventino dei bugiardi spudorati. D’altra parte, non vogliono certo finire in galera per cui, se non si interverrà il prima possibile, si rischierà di peggiorare la situazione, come se non lo fosse già. L’ISIS ha annunciato di voler arrivare a un livello superiore: Washington D.C. Molto probabilmente cercheranno di attaccarla. Come? Beh.. la risposta è più facile del previsto: grazie alle nostre armi. “Nostre” non nel senso, ovviamente, degli italiani ma del mondo intero. Cina, America, Russia… sono tanti gli stati che finanziano il terrorismo attraverso scambi, vendite e in generale azioni di contrabbando. Anche se non sappiamo esattamente CHI siano i responsabili, i numeri ci vengono incontro. I soldi che vengono spesi sono tanti e normalmente non spariscono nel nulla. Non parliamo di qualche centinaio di euro o migliaio ma di miliardi. Cifre impressionanti per un comune mortale ma non per un terrorista o un criminale. Il ciclo sarà sempre questo e pian piano aumenterà di spessore. L’ISIS non scherza.

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