“Senza soldi, la jihad si ferma” parole trasparenti dell’ormai defunto direttore finanziario di Al-Qaeda, Said Al-Masri. Lo Stato islamico è ben consapevole di questo e si è organizzato di conseguenza riuscendo a “fatturare” fino a 2,2 miliardi di dollari l’anno tramite operazioni illecite. Gli introiti maggiori, dovuti alla commercializzazione di petrolio siriano ed iracheno, sono stimati intorno agli 1-2 milioni di dollari al giorno. Altro incasso sicuro dell’isis si trova in Kenya, divenuto uno dei maggiori punti di smistamento di droga, ormai i più influenti cartelli a livello internazionale si trovano in quelle zone. I proventi dalla vendita di sostanze illecite si aggirerebbero intorno al miliardo di dollari all’anno. I soldi arrivano anche da estorsioni, ricatti e dalla vendita di donne qualsiasi etnia o credo non piegate al volere dell’Isis. Lo Stato Islamico, che gestisce mercati di schiavi a Mosul, in Iraq e a Raqqa, in Siria, cita la teologia per giustificare il rapimento delle donne destinate al mercato delle schiave sessuali. Una bambina tra 1 e 9 anni viene venduta a 172 dollari fino ad arrivare 43 dollari per donne di età compresa dai 40 ai 50 anni.
Alla luce dei fatti avvenuti lo scorso anno, dopo il rapimento di Vanessa Marzullo e Greta Ramelli, non è sbagliato pensare che lo Stato italiano concorre al finanziamento dello Stato islamico. Queste semplici “trattazioni”, come le chiama il Ministro Gentiloni, farebbero pensare che non vi sono limiti alla comunicazione tra l’Italia e e il Califfato islamico. Renzi, nel programma Tg24, ovviamente sostiene che il nostro Stato non partecipa in alcun modo al finanziamento del terrorismo ma non smentisce che vi sia qualcuno che lo fa. Il fatto più triste è che ne siamo consapevoli, chi davvero ha la possibilità di cambiare la situazione non lo farà mai perché è il primo ad approfittare della situazione. Siamo ancora una volta semplici attori, manovrati da pochi e insulsi registi che per il loro tornaconto finanziario non guardano in faccia niente e nessuno. L’unica differenza è che l’Isis si nasconde dietro alla religione, che come dice Papa Francesco è una mera bestemmia, noi invece lo facciamo dietro a grandi sorrisoni e false rassicurazioni.

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1 Comment
  1. miristella 5 anni ago

    Articolo ben strutturato e ben scritto, molto efficace e con argomentazioni valide ed adatte al tema proposto. Purtroppo anche noi, che ci ergiamo a paladini della giustizia e della legalit

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