Il 17 aprile si voterà per il referendum che chiede di cancellare la norma che consente alle società petrolifere di cercare ed estrarre petrolio entro le 12 miglia marine dalla costa italiane fino a quando il petrolio non si esaurisce.
In caso di vittoria del sì, quando scadranno le concessioni verranno bloccati molti investimenti, tra i quali tre grandi giacimenti attivi.
Se vincesse il no invece, quando scadranno le concessioni le compagnie petrolifere potranno chiedere il prolungamento dell’attività e investire nel rinnovamento degli impianti.
La trivellazione è uno scavo, una perforazione in profondità eseguita nel terreno per la ricerca di giacimenti petroliferi e di gas.
Ma intaccare così un ambiente prezioso come il mare per cercare i cosiddetti idrocarburi e per estrarre gas non è cosa da prendere alla leggera: le piattaforme in mezzo al mare deturpano il paesaggio e possono rilasciare sostanze chimiche pericolose per il mare.
Già di per sé l’estrazione è un’attività che inquina: ovunque essa venga fatta ha sempre un forte impatto sull’ambiente e ha effetti negativi per l’habitat degli animali.
Estrarre gas e petrolio alimenta poi l’industria dei combustibili fossili (il petrolio, il gas e anche il carbone), che a sua volta fa uso di tantissimi prodotti chimici più o meno tossici, dall’estrazione fino alla combustione.
L’Italia dipende da sempre sulle importazioni di gas da altri Paesi, ma incrementare ora con tante trivelle in mare le estrazioni di petrolio non sarebbe direttamente collegato al soddisfacimento, indipendente dall’estero, del nostro fabbisogno energetico.
Secondo le ultime stime del Ministero dello Sviluppo Economico effettuate sulle riserve certe e a fronte dei consumi annui nel nostro Paese, anche qualora le estrazioni petrolifere e di gas fossero collegate al fabbisogno energetico nazionale, le risorse rinvenute sarebbero comunque poche e insufficienti.
Dalle trivelle italiane, esistenti e future, non ci guadagnano niente gli italiani, solo i petrolieri.
Importiamo ancora la maggior parte del petrolio e del gas che usiamo e sarà sempre così perché ne abbiamo troppo poco e scadente per farne affidamento.
Il pianeta muore per colpa nostra e del nostro uso smodato di fonti fossili.
Ogni giorno leggiamo di cambiamenti climatici che progrediscono e che alterano i delicati equilibri naturali.
Questa è l’occasione degli italiani per salvare il territorio, e l’unico modo per farlo è votare sì.

0
1 Comment
  1. miristella 5 anni ago

    Ciao, Arianna 3711! Complimenti, gi

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2021 osservatorionline.it

Effettua il login

o    

Hai dimenticato i tuoi dati?

Crea Account