Qualche settimana fa, precisamente il 17 Aprile 2016, si è tenuto in tutta Italia il tanto discusso referendum sulle trivelle: votare sì o votare no?
Il voto “sì” significava abrogare la precedente legge sulla trivellazione, mentre il “no” avrebbe lasciato intatta la legge. Alla fine, purtroppo, non è stato raggiunto il “quorum”, perciò è come se il referendum non sia stato fatto: tutto inutile. Anche stavolta, perciò, il popolo italiano si è diviso in due: coloro che hanno votato “sì” hanno pensato a probabili conseguenze dannose per l’ambiente e per gli esseri viventi a causa del petrolio, mentre coloro che hanno votato “no” non hanno calcolato o, forse, non hanno dato tanta importanza a tali conseguenze, le quali, però, sono state discusse da molte associazioni che si curano dell’ambiente e che hanno messo sull’attenti tutta l’Italia. Ovviamente c’è stato chi non ne ha voluto sapere di danni e inquinamento ed è rimasto sulla strada del “no”.
A causare ulteriori discussioni c’è stato il discorso di Renzi, il quale è sembrato voler dire a tutto il popolo italiano di astenersi dal voto: come mai un politico, che contribuisce alla costruzione di un paese, dice di astenersi? Fatto molto strano questo, che però ha portato i suoi frutti: il “quorum” non è stato raggiunto e il referendum è come se non l’avessero mai fatto.

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