“Viviamo in un mondo altamente competitivo”.
Questa frase rispecchia molto il giorno d’oggi, molti individui sembrano vivere per prevalere su tutti gli altri.
Io al momento non pratico nessuno sport, perciò non mi riferisco solamente a questo campo, ma alla vita di tutti i giorni, al lavoro, agli amici.
La competizione nasce con la storia, nel 776 a.C. gli atleti greci davano la vita pur di vincere i giochi Olimpici e farsi considerare il migliore, per questo motivo credo che il bisogno di vincere sempre sia così arcaico!
Dominare nel branco é nell’istinto dell’animale, ma noi ci consideriamo la specie più evoluta e si potrebbe passar sopra a queste cose così superflue.
Quante volte da bambini, quando perdevamo a nascondino o a qualche gara di corsa tra compagni, ci è stato detto di non abbatterci perché l’importante non era vincere?
Centinaia e migliaia di volte!
Insomma, fin da piccoli ci viene insegnato che partecipare e divertirsi sono gli elementi principali di qualsiasi gara, poi però più si cresce e più questi valori vengono dimenticati.
Personalmente, sono una ragazza molto competitiva, ma non con gli altri, proprio con me stessa.
Ogni giorno per me è una lotta continua, basata sul migliorarmi sempre di più e vedere dove sono disposta ad arrivare.
Quindi se il primo premio della competizione é creare la propria personalità e modellare il proprio carattere, piazzarsi nel podio é d’obbligo.

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