In un mondo dove solo chi è il migliore rispetto a qualcun altro vince, la competizione in qualunque campo è sempre alta. Con una società che è in continuo sviluppo, la gente è diventata sempre più ambiziosa non si accontenta più della normalità, punta sempre più in alto.
Non si può di certo dire che l’ambizione sia un peccato, anzi aiuta le persone a combattere per ciò a cui aspirano. Non sempre però i mezzi usati per vincere sono leali. Ed è qui che l’ambizione diventa un’esasperazione di ciò che vuol dire vincere. È un vincere a tutti i costi e in qualsiasi modo. Vincere non vuol dire per forza ricevere un premio, una lode o ancora peggio essere meglio di… La vittoria sta, anche, nel riuscire a capire i propri limiti, le proprie difficoltà e i propri sbagli magari dopo una sconfitta. È brutto, invece, vedere come la gente sia pronta a calpestarti in qualunque caso per avere ciò che vuole senza neanche poi avere quel minimo di coscienza per fermarsi a riflettere su cosa ha sbagliato o meno. Penso che la gente abbia paura di restare indietro rispetto a una società che corre sempre più avanti. La competizione esiste in tutto, dal lavoro, alla scuola, ai rapporti affettivi con amici e famigliari. Si può dire che la vittoria alla fine ce la creiamo noi stessi con i nostri successi e i nostri limiti. Quello che invece dobbiamo imparare a fare è rivoluzionare il nostro concetto di sconfitta e far sì che con ciò che insegna diventi una possibile vittoria. Con tutto ciò non voglio certo dire che la competizione sia sbagliata, penso che a volte serva, non per scavalcare qualcuno, ma per spingere le persone a dare del loro meglio, ma con i giusti mezzi.

0 Commenti

Lascia un commento

CONTATTACI

Hai una domanda? inviaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

    Il Quotidiano in Classe è un'idea di Osservatorio Permanente Giovani-Editori © 2012-2023 osservatorionline.it

    Effettua il login

    o    

    Hai dimenticato i tuoi dati?

    Crea Account