Nella legge di Stabilità per il 2016, come annunciato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, sarà inserita una norma che innalzerà il limite del contante dagli attuali mille euro, fissato dal governo Monti nel 2011, alla cifra massima di tremila euro. Il dibattito si è fatto subito vivace e vede una netta separazione tra chi sostiene che sia una misura necessaria per rilanciare l’economia attraverso i consumi e chi invece la ritiene un ulteriore incentivo per l’evasione fiscale. Entrambe le posizioni sono frutto di studi e di interpretazioni, un po’ come per tutte le questioni economiche.
Analizzando i dati relativi al turismo messi a disposizione dall’OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo), l’Italia si classifica al 5° posto per gli arrivi mentre scende al 7° posto per gli introiti. Tale differenza è probabilmente causata dal basso limite di contante che sia l’Italia che la Francia, prima per arrivi ma terza per introiti, impongono ai turisti infatti non è una casualità che USA e Spagna, che hanno soglie di contanti notevolmente più alte, si piazzino rispettivamente prime e seconde per introiti.
Guglielmo Miani, presidente dell’Associazione commercianti di Via Monte Napoleone a Milano, afferma che “i cinesi, i russi e gli arabi, dopo aver appreso di non poter pagare in contante, i loro acquisti vanno a farli in Svizzera e non più in Italia. In particolare i turisti cinesi ricevono ordinazioni di parenti e amici che danno loro i soldi per gli acquisti. Per questo arrivano in Italia con grandi somme di contante, che però non potranno spendere a causa delle leggi attualmente in vigore». Il punto è che i turisti devono essere messi nelle condizioni migliori per spendere e questo valore massimo di contante di certo non aiuta, anzi favorisce la concorrenza dei paesi esteri.
Può questa norma favorire l’evasione fiscale? Certamente sì, ma non al punto da destare un’eccessiva preoccupazione. L’evasione fiscale è tra le piaghe peggiori dell’Italia perché risulta facile aggirare i controlli e perché non c’è “certezza della pena”. Secondo lo studio del 2013 dell’Institut de criminologie et de droit pénal dell’Università di Losanna, il rapporto del numero di detenuti per reati fiscali tra Italia e Germania è di uno a 55. Nel 2011, gli evasori nelle carceri italiane condannati con sentenza definitiva erano appena 156, ovvero lo 0,4% della popolazione carceraria contro una media del 4,1% dell’Unione Europea. E’ però necessario evidenziare che l’evasione che danneggia gravemente l’Italia non riguarda cifre irrisorie (per l’economia di uno Stato) come possono essere mille o tremila euro, bensì interessa volumi d’affari da milioni di euro, un grave problema che l’Italia non riesce a fronteggiare come dovrebbe.
Il progresso tecnologico sta rivoluzionando anche il mondo delle transazioni finanziarie e probabilmente questo condurrà ad affrontare efficacemente il problema infatti solamente la trasformazione radicale nello stile di vita dei cittadini del mondo, insieme all’aumento e al perfezionamento dei metodi di pagamento telematici, permetterà non solo di eliminare il fenomeno dell’evasione fiscale ma anche di stabilire una politica finanziaria comune o che consenta una gestione più efficace dei problemi attraverso la collaborazione, a partire dall’UE. Riprendendo la testimonianza di Guglielmo Miani, il turista cinese potrebbe pagare comodamente con il proprio smartphone oppure fornire i numeri di telefono dei suoi parenti ed amici che in tempo reale con un semplice click potrebbero confermare il tutto. E’ il progresso, la rivoluzione tecnologica che nonostante le numerose critiche e le allusioni ad un Grande Fratello finanziario, non può essere fermato. E la Storia ce lo insegna.

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