3000 euro.
Questo è il nuovo tetto per il pagamento in contanti previsto dalla legge di stabilità del governo Renzi, già approdata al senato in settimana.
Un aumento sostanziale rispetto al limite di € 1000 imposto da Monti nel 2011 e che è ancora oggi in vigore.
Ma quali sono le motivazioni che avrebbero spinto l’esecutivo a cambiarlo?

Secondo Renzi ed il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan l’innalzamento del tetto è necessario per uniformare l’Italia agli altri paesi europei; per dare impulso al turismo e al commercio e perché non ritengono che la circolazione di un maggior numero di contanti non tracciabili sia correlabile con l’evasione fiscale.
Un atteggiamento – quello di Padoan – che qualcuno potrebbe giudicare come contraddittorio e incoerente. Un anno fa, infatti, il ministro disse che le limitazioni al pagamento in contanti unite agli incentivi all’uso di metodi di pagamento elettronici controllabili avrebbero degli effetti positivi sui consumi. Ipotesi, quest’ ultima, che risulta essere la più accreditata dagli esperti del settore, ma che pare non sia più condivisa dal ministro.

Addirittura il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio ha azzardato che da questa manovra trarranno vantaggio non i cittadini disonesti bensì gli anziani, restii ad utilizzare le carte di credito. Evidentemente, secondo il number one dei trasporti, gli anziani passeggiano con 3000 euro in tasca, che sono tantissimi. Con 3000 euro si possono comprare sei cellulari da €500 l’uno, dieci tablet da €300 al pezzo, più di cinque camere da letto da €554 l’una. Una cifra non esagerata ma che penso nessuno si porterebbe in tasca in contanti perché spese importanti vengono pensate e programmate per tempo, soprattutto in quest’ultimo periodo di crisi. Se una persona sa di dover sostenere una spesa di un certo spessore fa in modo di avere abbastanza soldi sul conto corrente, ma non va a prelevare allo sportello €3000.

Ma a smentirsi, nei fatti, non è solo Pier Carlo Padoan. Dal 30 giugno 2014 il Decreto Ministeriale sulle disposizioni sui pagamenti elettronici, che ha recepito il decreto legge 179/2012 – noto ai più come “Decreto crescita 2.0” – obbliga i commercianti, gli artigiani, i medici e tutte le imprese a detenere un POS da utilizzare per le transazioni dagli importi superiori ai €30, senza che sia prevista, però, alcuna sanzione per chi non applicasse la norma. Provvedimento che allora suscitò tante polemiche ma che fu definito dal governo Renzi come necessario per garantire una maggiore tracciabilità delle operazioni di pagamento al fine di contrastare l’evasione fiscale.

Nonostante il limite restrittivo dei 1000 euro oggi siamo il secondo paese europeo, dopo la Grecia, ad usare più il denaro contante che i mezzi elettronici di pagamento e di conseguenza il secondo paese in Europa nella classifica degli evasori.

Il trattato di Maastricht consente ai paesi dell’unione di limitare l’uso del contante quando la sua eccessiva circolazione crea difficoltà e problemi non trascurabili. Quindi, ogni stato può decidere di imporre un tetto o meno all’uso del contante in funzione della situazione del proprio paese. Germania, Austria, Olanda, Svezia e Danimarca ad esempio sono nazioni le cui amministrazioni non hanno posto alcun limite o dove il limite c’è ma è molto basso eppure l’utilizzo dei titoli di credito diversi dal contante è maggiore rispetto all’Italia. Questo significa che bisognerebbe educare i cittadini italiani a non tenere i soldi sotto il materasso e ad usare mezzi elettronici di pagamento, ma l’innalzamento della soglia non aiuterà di certo il conseguimento di questo obiettivo.
Altre fonti certe rivelano che dal 2011 l’importo degli acquisti di beni di lusso da parte di cittadini extraeuropei nel belpaese è aumentato vertiginosamente. Nonostante il limite di €1000 gli extracomunitari hanno acquistato, sempre di più, in Italia. Un dato significativo che conferma l’esigenza italiana di adeguarsi ad alcuni paesi europei, non sul tetto del contante, ma sull’uso di mezzi elettronici di pagamento che, evidentemente, vengono sempre più utilizzati all’estero.

Una possibile soluzione?
Conservare l’attuale limite del contante di 1000 euro e prevedere sanzioni per chi non ha ancora applicato la norma che obbliga i commercianti ad avere un POS per i pagamenti dai €31 in su, in modo da scongiurare la mancata emissione della ricevuta fiscale e al fine di abituare gli italiani a questo tipo di pagamento quasi “sconosciuto”.

1 Comment
  1. cusumano98 7 anni ago

    Sicuramente, le scelte che ha fatto il Governo sono parecchio buone e le inchieste sono facilmente riconducibili. Come ho detto nel mio articolo, l’Istat e la CGIA di Mestre hanno chiaramente espresso che aumentare la distribuzione del contante non

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