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Istituto: F. Filelfo (Piazza Dell'Unita' 3)

Città: TOLENTINO

Redazione: LES JOURNALISTES

FALSE VERITÀ

FALSE VERITÀ
Le fake news sono ormai da qualche tempo al centro del dibattito politico italiano. Con l’avvento delle elezioni nazionali, e dunque nel bel mezzo del periodo di campagna elettorale, è ovvio che ogni problematica, anche la più insignificante, acquisti un’importanza incredibile. Questo non per dire che l’argomento in questione sia trascurabile, ma di sicuro il risalto che gli è stato dato sarebbe stato molto minore in un periodo normale. Dunque, queste notizie false rappresentano ormai una vera e propria piaga per l’informazione; esse hanno origine molto spesso nel mondo informatico, sulle piattaforme dei social network. Questo a causa del fatto che gli utenti dei suddetti, avendo accesso a bizzeffe di informazioni, non si curano di verificarle tutte e sono dunque portati a credere a primo impatto anche alle cosiddette “balle”. Da qui, questa infezione si diffonde a macchia d’olio, fino ad arrivare al punto in cui si svincola addirittura dal contesto informatico per essere proiettata nella vita quotidiana. In altre parole, ad un certo punto la fake news, che è stata letta e condivisa sui social da migliaia e migliaia di utenti, acquista un tale volume da essere presa per vera anche, a volte, da giornali e TG. Pertanto, il problema risiede purtroppo nella libertà che i social network danno di dire qualsiasi tipo di falsità, subito presa per verità assoluta. Infatti, come affermava Umberto Eco: <>. Per l’appunto, in questi contesti di non criticabilità e di potere espressivo illimitato che sono i social, anche la notizia più fittizia o l’opinione più sciocca riesce a trovare chi la supporta e la innalza a vera, tra l’immenso numero degli iscritti. Inoltre, questi ultimi non sono neanche portati a pensare alle conseguenze delle loro azioni, perché la loro libertà di espressione è totalmente sciolta dal contesto reale; qualsiasi cosa dicano o facciano online nella maggior parte dei casi non avrà ripercussioni nel mondo vero, e dunque non si fanno scrupoli, ad esempio, ad infamare personalità politiche, a diffondere odio, a creare scandali. Pertanto una soluzione è ricercabile soltanto in un maggior controllo dell’ambiente virtuale, e, a parer mio, anche nella creazione di sanzioni penali per chi diffonde notizie false e pericolose al contempo. Il problema che si viene a generare poi però, quando si vogliono attuare questo genere di soluzioni, è che gli utenti gridano alla “censura” e si sentono privati della loro libertà. Dunque c’è anche un fraintendimento del concetto di Libertà stesso: avere delle limitazioni su ciò che si può o non si può dire, indipendentemente dal contesto, è censura: ma se le limitazioni riguardano falsità e calunnie, che dunque minerebbero la libertà altrui, allora non siamo censurati; siamo semplicemente in Democrazia.