“Colui lo cui saver tutto trascende Fece li cieli”, Dante Alighieri text

Viviamo in una società definita come “conoscitiva” : la società dell’apprendimento. In Inglese, learning society. E’ una metafora con la quale si cerca di descrivere una società che ha lo scopo di puntare sempre più in alto, verso tutti i saperi accessibili. Ecco che già si menzionano due parole che ci fanno ritrovare due verbi fondamentali: conoscere e sapere. Conoscere, dal latino cognoscĕre, in larghi termini e in modo molto filosofico, vuol dire apprendere, ritenere nella mente una particolare nozione. In maniera più semplice, anche essere in grado di intendere. Il verbo sapere,dal latino classico sapĕre , ovvero aver sapore,esser saggio, capire, vuol dire, con un significato assoluto, essere colto, quindi avere cultura, senno ed esperienza. Con un significato molto più generico, s’intende l’ avere notizia di un fatto, di una condizione, di un modo di essere. E quindi già SAPPIAMO, quindi CONOSCIAMO, cosa stanno a significare sapere e conoscere. Escludendo i giochi di parole, la conoscenza sta alla base della nostra vita. I primi saperi si imparano alle scuole elementari: saper leggere, scrivere, fare i calcoli, dire le prime parole in Inglese. Sembrano cose alquanto scontate, eppure gli analfabeti esistono ancora, e non sono pochi. Tuttavia, dopo la scuola elementare, si diventa anche più responsabili, e i modi di conoscere diventano quindi svariati. Anche perché va fatta una distinzione tra i modi di sapere del passato e quelli del presente. Nei secoli scorsi, dopo la scuola elementare, i metodi di informazione erano sopratutto i libri di scuola, che erano comunque rari, talvolta la televisione, e in più internet era fuori discussione. E’, comunque, da tenere in considerazione anche il fatto che prima, durante il periodo della scuola dell’obbligo, ai ragazzi venivano anche insegnati dei mestieri, alle ragazze a cucinare e cucire. E’ curioso come i metodi e i saperi siano cambiati in maniera così radicale. Oggi, i metodi di conoscere si sono moltiplicati. Prima di tutto, la rete ha fatto l’ingresso nelle vite dei giovani, degli adulti, persino in quelle degli anziani. E navigare sul web non è poi così difficile. Tutti possono digitare una frase o anche due parole, premere il tasto “search” e la ricerca è fatta. Per di più, tutti gli strumenti cartacei , a partire dai libri di scuola, andando a finire alle riviste per poi arrivare a giornali di importanza mondiale, hanno trovato la loro “copia digitale” . Per non parlare poi della televisione. Nelle case degli italiani, ma anche negli altri paesi, il numero di televisioni per famiglia è aumentato notevolmente. Così tutti hanno la possibilità di guardare un telegiornale. Anche se gli aspetti negativi non mancano. Infatti, spesso e malvolentieri, il telegiornale all’ora di pranzo implica meno parole da scambiare in famiglia, in un momento della giornata che dovrebbe unire tutti. Per non parlare di quei programmi che propongono dibattiti, che si trasformano in accese litigate, che mandano quindi messaggi non proprio positivi alla popolazione, che considera ormai di uso comune parlare e gridare sovrastando le voci altrui nel bel mezzo di una discussione, accantonando in un angolino quella famose parole chiamate “rispetto” e “buon senso”. Poi, però, gli strumenti di sapere rimangono quasi gli stessi. Libri di scuola, libri, in generale, enciclopedie e così via. La società moderna ama il rumore dei tasti del computer , ma non sarebbe male dimenticare l’odore cartaceo così familiare dei volumi pieni di pagine che aspettano soltanto il momento di essere lette.